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Violenza, ecco come raccontarla 

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Hanno trattato il tema della violenza con professionalità e moderazione, fornendo le informazioni necessarie alla comprensione degli episodi senza spettacolarizzarli. Quattro giornalisti, sei laureati e una scuola superiore sono stati premiati ieri in Consiglio regionale per la sesta edizione del premio "Gianni Massa”, organizzato dal Corecom Sardegna e dedicato quest'anno al tema della violenza nella rappresentazione mediatica.

Nella sezione “giornalismo radiotelevisivo” il premio è andato alla condirettrice del telegiornale di Videolina Simona De Francisci, mentre per la categoria “carta stampata e web” il primo posto è di Fausto Orrù, direttore di Sangavinomonreale.net. Gradino più alto del podio nel “giornalismo per immagini” a Massimo Sulis, regista di TeleCostaSmeralda, e premio alla carriera a Giacomo Serreli. Un podcast sul tema della violenza realizzato dalla redazione scolastica è valso il premio anche agli studenti dell'Istituto “Primo Levi” di Quartu Sant'Elena. Riconoscimento, infine, per sei tesi di laurea: sono quelle di Samuele Ambu, Giulia Maria Frailis, Ilaria Lecca, Francesca Pilia, Nicoletta Podda e Ilaria Vargiu.

«Il tema della violenza è sempre più pervasivo nei media, soprattutto sui social che sono diventata un “magna pars” dell’informazione, anche non verificata e non professionale. Quindi il Corecom, che tutela i minori sui media, si fa portavoce di attenzione e sensibilità», le parole del presidente, Mario Cabasino, che ha anche annunciato il tema della prossima edizione: gli ottant’anni della Repubblica e del voto alle donne. Presente la famiglia di Gianni Massa, figura storica dell’informazione isolana, che il presidente del Consiglio regionale Piero Comandini ha ricordato così in apertura di giornata: «Ha rappresentato un punto di riferimento per i giornalisti, e anche quando la sua carriera è finita ha continuato a fare quello in cui credeva, difendendo i più deboli e i diritti civili. Dedicare un premio a Gianni Massa», ha proseguito Comandini, «significa riconoscere l’importanza del giornalismo, in un momento in cui la professione e la qualità della notizia sono messe in discussione, perché tutto corre molto veloce».

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