Inviato
Nurri. Esce da casa solo chi proprio deve. Nessuno parla con nessuno, nemmeno della tragedia, e il passo dei pochi che si vedono in giro è affrettato. Le espressioni, attonite e luttuose. La campagna elettorale per l’elezione di sindaco e Consiglio comunale, manco a dirlo, è sospesa: le sorti del Municipio, da domenica pomeriggio, non interessano più a nessuno.
Nurri non è semplicemente solidale: Nurri è di fatto una famiglia Spano allargata, perché tutta la comunità – che nemmeno raggiunge le duemila anime – è parte di un dolore familiare condiviso da tutti. Perfino il parroco, al citofono della canonica, non dice una parola sull’evento più terribile che possa accadere in un posto piccolo: la morte di un bambino di tre anni e mezzo travolto dal trattore pare condotto dal padre, nell’allevamento di famiglia nelle campagne dell’abitato, a Guzzini, dove girano le turbine del parco eolico. Una famiglia colpita nel suo unico figlio, e affondata, che fra quattro mesi e mezzo dovrà chissà come farsi trovare pronta per l’arrivo di un altro bimbo: nascerà secondogenito e figlio unico.
Gli accertamenti
Il corpo di Lorenzo Spano è già stato restituito al padre Stefano, di 40 anni, e alla madre Manuela Murgia, incinta, che subito dopo la tragedia ha avuto un più che comprensibile malore. Voci, anzi, sussurri di paese (a Nurri, più di questo ieri non si poteva ottenere) dicono che stia meglio, ovviamente solo nel fisico, ma dentro è devastata proprio come il marito, che dopo l’incidente – una delle poche cose che si raccontano – ripeteva all’infinito «Non l’ho visto, non l’ho visto».
Dai carabinieri della Compagnia di Isili, intervenuti assieme a quelli della stazione di Nurri e del Comando provinciale di Nuoro, nemmeno una parola: «Stiamo svolgendo tutti gli accertamenti necessari in casi come questi, riferiamo puntualmente gli esiti alla Procura di Cagliari», si limita a confermare la comandante della Compagnia, il capitano Angela Bellomo.
A seguire l’inchiesta giudiziaria al palazzo di Giustizia del Capoluogo è il sostituto procuratore Danilo Tronci, al quale sarebbe giunta un’informativa da parte degli investigatori dell’Arma. Il trattore che ha investito Lorenzo Spano è stato sequestrato ed è ora sotto la custodia dei carabinieri, a disposizione del magistrato. Alle scuole Materne, la commozione inconsolabile della dirigente Tiziana Onnis: «Da oggi abbiamo una sedia vuota e un sorriso in meno».
La dinamica
Era una calda domenica che nemmeno pareva più maggio, quasi estiva, certo non refrigerata dall’affollamento di pale del parco eolico di Guzzini, sede di numerosi allevamenti. Nel pomeriggio, verso le 15.30, Stefano Spano era nel proprio podere al quale si accede da un cancello, ma anche da una ripidissima stradina poco più larga del mezzo meccanico che stava conducendo. Ed è proprio mentre percorreva quel tracciato, o forse durante una manovra, che il trattore avrebbe travolto il suo bambino, uccidendolo sul colpo: scorgere il piccolo, dal posto di guida, non era affatto semplice malgrado la giornata soleggiata.
I soccorsi – allertati dallo stesso Stefano Spano, in preda alla disperazione – sono arrivati, ma solo per confermare che non c’era spazio per le speranze: la morte del piccolo Lorenzo è stata immediata. Così, sono arrivati gli investigatori: i carabinieri di Nurri prima, quelli della Compagnia di Isili con i colleghi del Provinciale di Nuoro poi. Intanto la tragica notizia è giunta in paese, dove abita anche la famiglia Spano. E l’ha ammutolito. Ora l’ultimo atto: l’addio a un bimbo vittima di una disgrazia.
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