Un po’ per volta, a macchia di leopardo, nel corso della giornata di ieri il taglio delle accise è passato dalle parole ai fatti, e anche in quasi tutte le stazioni di servizio sarde i prezzi si sono abbassati di 20-25 centesimi al litro. Dopo quasi tre settimane di rinuncia più o meno volontaria al rifornimento, anche nell’Isola si sono riviste auto in fila alle pompe. Meglio cogliere l’attimo: la pacchia dura solo venti giorni e le notizie dal Golfo, con gli attacchi agli impianti petroliferi e del gas (a partire dal principale, quello di South Pars, cui attingono Iran e Qatar), fanno pensare che già da oggi la corsa dei prezzi dei carburanti riprenderà vigore.
Risveglio deludente
Ieri mattina, il decreto approvato mercoledì sera dal Consiglio dei ministri restava lettera morta nei distributori di tutta Italia. Compresa la Sardegna: i prezzi medi indicati dal Mimit (ministero per le Imprese e il Made in Italy) erano, in modalità self, 2,117 euro al litro per il gasolio e 1,881 per la benzina. A Cagliari ben pochi distributori proponevano un prezzo inferiore ai due euro al litro per il diesel: fra questi, per esempio, la Esso di viale Merello, che lo vendeva a 1,999. La benzina più economica si acquistava invece all’Agip di viale Buoncammino per 1,754 euro a litro. Prezzi massimi rilevati: 2,089 per il gasolio (nelle stazioni di servizio Q8 di viale San Vincenzo e via Cadello) e 1,839 per la benzina (le stesse, con il Tamoil di viale Trieste).
Le polemiche
Delusione, critiche, rabbia: fin da presto a livello nazionale si sono registrate polemiche fra esponenti di Governo, maggioranza e opposizione, e qualche sindaco, per esempio quello di Frosinone, si è affrettato a rivolgersi al Prefetto di competenza per chiedere conto della mancata applicazione del taglio delle accise.
Nell’Isola, Adiconsum Sardegna ha puntato il dito contro le compagnie petrolifere, accusate dal presidente Giorgio Vargiu di aver ritoccato al rialzo i listini alla pompa «prima che scattasse il taglio delle accise». Dopo aver stimato per gli automobilisti isolani «un risparmio da circa 12 euro sul pieno» e promesso di «denunciare alle autorità i marchi petroliferi che non trasferiranno totalmente il taglio delle accise sui prezzi finali praticati ai consumatori», Vargiu ha ribadito «la richiesta al Governo di istituire in via permanente il sistema di accisa mobile»: le accise, aggiunge, «sono un sistema di indebito arricchimento per lo Stato alle spalle dei consumatori. È una tassa piatta, cioè non progressiva: il miliardario e chi sopravvive pagano la stessa cifra per ogni litro di carburante. Non solo: ci paghiamo sopra perfino l’Iva, una tassa sulle tasse».
La difesa dei benzinai
Minacciati di essere sottoposti a controlli e, in caso di irregolarità, di sanzioni o addirittura accuse di speculazione, i benzinai non ci stanno a fare la parte dei cattivi. «Il problema, come al solito, è che i legislatori fanno le cose con la fretta», spiegava intorno alle 11,30 Tore Garau, referente Confcommercio Sud Sardegna per i benzinai: «Le compagnie hanno bisogno di tempi tecnici per aggiornare i listini digitali e trasmetterli alle singole stazioni di servizio, che solo dopo averli ricevuti possono adeguare i prezzi. Si sarebbe potuto concedere un giorno di tempo per l’attuazione».
In attesa dell’aggiornamento dei listini anche Gabriella Ruggiu, presidente Fiab Sardegna (l’associazione dei benzinai aderenti a Confesercenti), si è fatta portavoce dei problemi della categoria: «È un caos. Fra l’altro bisogna capire bene come comportarsi: molti gestori di distributori hanno scorte di carburanti acquistati ai prezzi altissimi dei giorni scorsi e dovranno vendere a prezzo ridotto. Chi li risarcirà? Molti sono rimasti fregati già dal taglio delle accise del Governo Draghi».
«Magari – ha concesso il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini – qualche compagnia non è rapida nell’abbassare i pezzi quanto lo è nell’alzarli».
Le nuove tariffe
A Cagliari i primi timidi segnali di adeguamento si sono visti all’ora di pranzo: alla Esso di viale Merello si è scesi da 1,999 a 1,799 euro per il gasolio (non si vedeva un prezzo inferiore a 1,80 da almeno dieci giorni) e da 1,799 a 1,569 per la benzina. Alla spicciolata, anche gli altri distributori hanno modificato i listini. Più lenti a recepire la novità alcuni (non tutti) impianti Eni/Agip (restando a Cagliari, per esempio, quelli di piazza Genneruxi e via Is Mirrionis angolo via Campania). A fine giornata, per un attimo, poteva quasi sembrare che la guerra, o quanto meno la corsa dei prezzi, non fosse mai cominciata.
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