Controlli.

La Guardia di finanza in campo contro le speculazioni 

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L’applicazione non uniforme, ieri mattina, del decreto legge contro il caro carburanti ha fatto sì che il Garante per la sorveglianza dei prezzi (il cosiddetto “Mister Prezzi”) attivasse già dal pomeriggio i controlli e segnalasse alcuni casi sospetti alla Guardia di finanza e all’Antitrust. I trasgressori rischiano sanzioni e, nei casi più gravi, accuse di speculazione.

La politica ovviamente si divide sul decreto. Il centrodestra parla di «aiuto vero» (Massimiliano Romeo della Lega); «impegno a tutela di famiglie e imprese» (Maurizio Casasco di Forza Italia); «governo rapido» (Lucio Malan di Fratelli d'Italia). Il centrosinistra denuncia una «classica misura elettorale, il decreto dell'impotenza» (Francesco Boccia del Pd); «colossale presa in giro interamente a carico dei contribuenti e non dei petrolieri» (Angelo Bonelli di Avs); «decretino» che durerà «il tempo di poter rassicurare chi va a votare per il referendum» (Giuseppe Conte del M5s). Anche la Cgil parla di «misura elettorale».

Per il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, «questo è un intervento in emergenza, durerà qualche settimana» ma «se questa guerra andasse avanti per mesi, il problema non sarà quanto pago, ma se lo trovo il carburante». E quindi, aggiunge, «continuare a dire di no all'energia dalla Russia quanto ha ancora senso?» Il viceministro, Edoardo Rixi, ha annunciato «un confronto con i concessionari autostradali, chiedendo un piccolo sacrificio per ridurre i margini che hanno in più sui prezzi dei carburanti».

Per Confartigianato Veneto, il taglio delle accise «è una misura tampone: meglio di niente, ma con una durata limitata a soli 20 giorni offre un orizzonte temporale troppo breve per le imprese». Anche l'associazione di consumatori Adoc accoglie con favore il taglio ma considera esigua «la durata iniziale di soli venti giorni». Per Assotir il decreto è «positivo ma incompleto». Federagripesca chiede «rifinanziamento stabile degli strumenti di sostegno al costo energetico e politiche di accompagnamento alla transizione». Posizione simile da Agci Pesca e Federpesca.

Le compagnie aeree europee, riunite in Airlines for Europe, chiedono all'Ue il rinvio degli obblighi sull’uso dei carburanti sintetici sostenibili previsti dal 2030, definiti «fallimentari».

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