Il terrore a Modena

«Via la cittadinanza» Il raid di El Koudri spacca il centrodestra 

Il 31enne: pensavo che sarei morto Il Viminale studia l’encomio per gli eroi 

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È in isolamento, ha chiesto di fumare e di avere alcuni libri, tra cui una Bibbia, e di poter incontrare un sacerdote. A suo avvocato Fausto Giannelli ha detto: «Sono uscito perché quel giorno pensavo di morire. Non volevo fare del male a nessuno».

«Subito la perizia»

Salim El Koudri ha investito in centro a Modena sette persone, quattro ancora gravi in Rianimazione. Poi ha accoltellato chi tentava di immobilizzarlo. Da sabato sera è in carcere, oggi ci sarà la convalida del fermo per strage e lesioni aggravate. Hai saputo, gli ha chiesto l’avvocato, che una donna ha perso le gambe? «Che cosa tremenda», ha detto. Come se stesse realizzando per la prima volta la cosa, come se «stesse parlando di un’altra persona», ha detto ancora il legale. Non si scioglie il mistero del 31enne di Ravarino, famiglia originaria del Marocco, cittadino italiano dal 2009, quando aveva 14 anni, ma la sua azione feroce sembra sempre più legata a un tema di disagio mentale. «Chiederò che il mio assistito venga visitato da un medico - ha detto l’avvocato - e poi la perizia psichiatrica, è la cosa più urgente». L’uomo «non si è reso conto dell’accaduto, sembra in una situazione di confusione mentale, non sembra lucido. Apatico in certi momenti, sorpreso quando si ricorda quello che è capitato. Assolutamente inconsapevole».

I messaggi

Laureato in Economia, ha lavorato per almeno quattro aziende per brevi periodi. Da un certo momento però non ha più trovato un’occupazione, e la cosa lo tormentava. Il 27 aprile 2021, tra le 19.28 e le 20.38, El Koudri spedì quattro email all’Università di Modena e Reggio Emilia, con testi di questo tenore: “Dovete farmi lavorare come impiegato non magazziniere capito e qua a Modena e non in c... al mondo dove ti rimangono in tasca 500 euro al mese se ti va bene”. Poi, dopo pochi minuti, ancora: “Fatemi lavorare”. Nella terza email i toni si alzavano: “Bastardi cristiani di m... voi e il vostro Gesù Cristo in croce lo brucio”. Poi le scuse: “Mi dispiace per la maleducazione”. All’epoca l’Università segnalò l’episodio alle forze dell’ordine.

Iter complesso

Intanto la proposta della Lega, che ipotizza la revoca della cittadinanza agli stranieri che commettono gravi reati, non piace alla maggioranza. Intanto va detto che le norme vigenti non lo consentono per il caso di El Koudri: la revoca può avvenire solo, con decreto del presidente della Repubblica e su proposta del ministero dell’Interno, entro dieci anni da una condanna in terzo grado oltre i cinque anni per reati di terrorismo o eversione, ma solo per chi è diventato italiano tramite matrimonio, naturalizzazione o elezione. Il 31enne nato nella Bergamasca è diventato italiano nel 2009 quando il padre, marocchino, è stato naturalizzato. Ma Matteo Salvini attacca: «Se va in giro col coltello in macchina, falcia la gente a 100 all’ora in centro a Modena e scrive bastardi cristiani e inneggia ad Allah in arabo su profili chiusi da Facebook (e ce ne vuole di impegno per Facebook per chiudere i profili) evidentemente è ancora più grave. Nel senso che non era un disadattato che viveva sotto un ponte isolato dal resto del mondo, ma addirittura laureato». Il suo partito definisce l’episodio di Modena un «attentato terroristico», denuncia che «l’Europa è sotto assedio dell’islamismo radicale» e chiede una stretta sui criteri per ottenere la cittadinanza. Ma per Giovanni Donzelli di FdI «l’attuale legge sulla cittadinanza ha un buon equilibrio». E il Parlamento europeo ha adottato la proposta di FdI-Ecr di un dibattito su “L’attacco contro i cittadini a Modena: proteggere gli spazi pubblici e prevenire la violenza nell’Ue”, respingendo quella originaria della Lega-Patrioti sulla necessità che «gli Stati membri intensifichino le azioni di contrasto all’islamismo interno e inaspriscano i criteri per la concessione della cittadinanza». Fi inquadra la tragedia come l’azione di «un italiano con problemi psichiatrici». Antonio Tajani, in visita a Modena, ha elogiato l’eroismo di chi ha bloccato El Koudri, dicendo che «merita un encomio». E ieri filtrava che il Viminale sta «valutando un riconoscimento» per chi ha bloccato il raid: tra loro padre e figlio egiziani e cittadini pakistani.

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