A Ittiri la partita elettorale si gioca su un terreno insolito: non contro un avversario in campo, ma contro l’astensionismo. Una sola lista, “Uniti per Ittiri”, e un candidato sindaco scelto attraverso le primarie del Pd, che a marzo avevano portato alle urne 2570 persone.
Fase nuova
Baingio Cuccu, classe 1977, assessore uscente a Cultura, Sport, Turismo e Ambiente, aveva superato Giovanna Scanu, presidente dell’assemblea regionale del Partito democratico, con 1330 voti contro 1219: appena 111 preferenze di scarto, sufficienti però a consegnargli la candidatura del centrosinistra alle amministrative di giugno. La sua è una corsa nel segno della continuità con l’amministrazione guidata da Antonio Sau, ma con l’obiettivo dichiarato di aprire una fase nuova per un paese di circa 7800 abitanti, nel cuore del Coros, a pochi chilometri da Sassari.
Sul tavolo restano opere avviate o in fase di completamento: la valorizzazione dell’abbazia di Nostra Signora di Paulis, il Museo del Coros nei locali del nuovo Municipio, la pista di atletica, la piscina comunale, la condotta idrica per la Valle dei Giunchi regno del carciofo spinoso, le aree Pip e il nuovo asilo nido. «La conclusione della cittadella sportiva in località Martineddu è una priorità», spiega Cuccu. «Abbiamo già progetti avviati: ciclodromo, galoppatoio e copertura del campo da tennis. È anche una risposta concreta ai giovani». Giovani che, nelle sue parole, rappresentano una delle emergenze sociali da affrontare. «Ci sono tanti progetti, ma manca la messa in opera dei servizi. Con Pragma, nell’ex Mattatoio, per esempio, nascerà un centro di formazione per accompagnare i ragazzi dai 14 anni in su verso il mondo del lavoro e recuperare chi, per diversi motivi, non prosegue gli studi».
L’urbanistica
Altro nodo è il Piano urbanistico. «Dobbiamo ridisegnare un paese pensato 25 anni fa con il vecchio Piano regolatore. Ci sono più zone di espansione di quelle che servono e va considerato il rapporto tra natalità e mortalità». Cuccu rivendica anche il valore della tradizione, non come nostalgia ma come leva sociale ed economica. «Nei locali del Teatro abbiamo creato i laboratori del “saper fare”: cestineria, tessitura, intaglio del legno e cucito. Ci sono già 110 frequentanti. È cultura, certo, ma anche aggregazione». La cultura, però, da sola non basta. «La grande sfida sarà la gestione. Gli eventi possono fare da testa d’ariete in alcuni periodi dell’anno, ma serve una rete museale capace di dare continuità ai flussi, insieme al potenziamento dei posti letto, utilizzando anche gli edifici abbandonati». Tra i progetti a cui tiene di più cita il “Dopo di noi”, «una struttura per persone con disabilità che, quando non hanno più i genitori ad accudirle, spesso vengono affidate a un tutore. Alloggi, mensa, laboratori, attività all’aperto e professionisti. Un servizio utile non solo a Ittiri, ma a tutto il territorio».
I candidati
“Uniti per Ittiri” schiera 16 candidati in corsa per il Consiglio. «È una lista eterogenea, con persone provenienti da diversi ambiti. Più della metà non ha esperienze amministrative, ma è impegnata nel sociale e nell’associazionismo. Una ventata d’aria fresca, insieme all’esperienza di chi c’è già», come il sindaco uscente Antonio Sau. Il vero avversario, però, resta il quorum. «Bisogna raggiungerlo per consentire a questa squadra di mettersi subito al lavoro. Il nostro programma non è un libro dei sogni: la forza della normalità è la nostra filosofia».
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