La nuova continuità territoriale aerea doveva semplificare i collegamenti tra Sardegna e penisola. Ma per Francesco Rizzo, ristoratore cagliaritano e titolare di Cascina Ovi, alle porte di Milano, il viaggio verso casa si è trasformato in un caso che riaccende le polemiche sul sistema.
Rizzo si trovava in Sardegna insieme alla moglie per un progetto lavorativo quando, a meno di 48 ore dal rientro, è arrivata la chiamata di Aeroitalia: «Sua moglie non risulta idonea alla continuità territoriale. Per farla rientrare deve pagare circa 500 euro, altrimenti non potrà volare». Una comunicazione inattesa, soprattutto perché – racconta – prima dell’acquisto dei biglietti aveva contattato il servizio clienti proprio per evitare errori. «Avevo chiesto chiarimenti sulla posizione di mia moglie e mi era stato confermato telefonicamente che potesse usufruire della tariffa agevolata». Una possibilità che trova conferma anche nelle Faq della Regione (al punto 6 e 10), dove tra i beneficiari vengono indicati parenti fino al terzo grado dei residenti nell’Isola, oltre a coniugi, figli e genitori. Il ristoratore punta il dito contro la complessità delle procedure. «La compilazione è tutt’altro che semplice: documenti, autocertificazioni, passaggi poco chiari. Anche io ho avuto difficoltà e ho dovuto correggere alcuni errori».
Nonostante questo, la coppia era partita regolarmente senza alcuna contestazione. Da qui l’amarezza: «Se qualcosa non andava, perché permetterci di partire e contestarlo solo al rientro? E soprattutto perché negare la continuità solo a mia moglie?». Secondo Rizzo, il punto non è solo economico, ma soprattutto umano. «È sembrata una vera estorsione – quasi 600 euro per un nuovo biglietto e 500 di sanzione –. Una violenza legalizzata», critica. Rizzo parla di un sistema ancora difficile da interpretare anche per chi è abituato a districarsi tra pratiche burocratiche. «Penso a giovani, famiglie e anziani che possono trovarsi nella stessa situazione e non trovare i soldi nell’immediato. La continuità territoriale dovrebbe aiutare i sardi a tornare a casa, non creare nuovi ostacoli».Una testimonianza che riapre il tema delle criticità della nuova CT, e della necessità di procedure più chiare, uniformi e comprensibili per tutti.
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