Mosca

«Vedere Zelensky? Non c’è motivo» 

Putin rifiuta l’incontro e attacca «le élite europee». L’ucraino: ha scelto la guerra 

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Mosca. Non sarà la lettera aperta di Volodymyr Zelensky ad avvicinare la fine del conflitto. a Vladimir Putin ha risposto con irritazione alla decisione di «portare nella sfera pubblica» i contatti tra i due nemici, affermando che «al momento non c’è alcuna ragione» per un incontro al vertice. L’incontro chiesto nella missiva di Zelensky sarà possibile solo quando una soluzione per fermare il conflitto sarà stata raggiunta attraverso il lavoro delle rispettive delegazioni, ha ribadito lo zar.

«Risposta debole»

La risposta di Zelensky non si è fatta attendere. «Purtroppo, la parte russa sta scegliendo di nuovo la guerra. Tutti hanno sentito la risposta di oggi. Una risposta debole. Semplicemente non vuole porre fine alla guerra». Putin, che parlava dal palco del Forum economico internazionale di San Pietroburgo (Spief), ha detto che rimangono «immutati» gli obiettivi della Russia nella «operazione militare speciale». E ha ricordato che lui stesso li aveva delineati in un discorso al ministero degli Esteri nel giugno 2024: ritiro delle truppe ucraine dalle regioni rivendicate dalla Russia e rinuncia di Kiev ad entrare nella Nato. Sembra dunque partire in salita anche l’iniziativa che Francia, Germania e Regno Unito avrebbero avviato per cercare una soluzione negoziata con Mosca, d’accordo con Zelensky. Una mossa di cui ha parlato per prima l’agenzia Bloomberg e che sembra confermata da un incontro annunciato per oggi a Londra dei leader dei Paesi E3: il britannico Keir Starmer, il tedesco Friedrich Merz e il francese Emmanuel Macron.

Il retroscena

Da parte americana, invece, la Camera ha approvato un provvedimento bipartisan per fornire nuovi aiuti fino a 8 miliardi all’Ucraina e imporre sanzioni sui settori dell’energia e delle finanze della Russia, in netto contrasto con l’approccio del presidente. Il provvedimento ha visto il sostegno anche di 18 repubblicani, ma ora deve passare al Senato, dove il suo futuro è decisamente incerto. Né la prospettiva dei nuovi aiuti americani a Kiev né l’iniziativa diplomatica europea sembrano comunque ammorbidire il Cremlino. «Le élite europee - ha affermato Putin - stanno provocando un caos nel quale cercano di attrarre sempre più Paesi». Quanto alla lettera di Zelensky, il leader russo l’ha definita una iniziativa «impropria», dicendo di sentirsi a questo punto autorizzato a rivelare un episodio riservato. Tre settimane fa, ha raccontato, un imprenditore russo gli ha detto di essere stato invitato per un colloquio a Kiev da Zelensky, e lui gli ha detto di andare. Quando è tornato, l’imprenditore ha portato a Putin proprio una proposta di incontro diretto, che lo zar ha già allora rifiutato. Secondo il presidente russo, il fatto che Zelensky torni a proporre un vertice con una lettera aperta, ha il solo scopo di «fermare l’offensiva» di Mosca. Unico terreno di intesa, Mosca e Kiev hanno effettuato un nuovo scambio di prigionieri, 185 per parte.

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