Gli altri temi.

Turismo sempre meno stagionale e non più solo costiero 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

Il turismo in Sardegna è sempre meno stagionale: dal rapporto Crenos 2026 emerge che resta forte la concentrazione dei flussi nei mesi estivi ma negli ultimi dieci anni, con effetti più evidenti dopo la pandemia, la distribuzione delle presenze nel corso dell’anno si va facendo più equilibrata. Merito della domanda internazionale, più presente nei mesi primaverili e autunnali, mentre quella italiana continua a concentrarsi soprattutto in estate. Nel 2025 i dati Eager dell’app Heart of Sardinia rilevano oltre 9,4 milioni di visite, concentrate nei principali poli costieri e urbani ma crescono anche alcune destinazioni dell’interno (Sardara, Fonni, Desulo, Mamoiada e Barumini, unico centro dell’entroterra con livelli elevati di pressione turistica). Continua l’espansione della ricettività, trainata dal comparto extra-alberghiero (oltre 7.000 strutture, per 235 mila posti letto). Gli alloggi privati rappresentano l’87% delle oltre 50 mila strutture censite nel registro regionale.

Sanità

La spesa sanitaria pubblica è tra le più elevate d’Italia: oltre 4 miliardi di euro nel 2024 supera, pari al 9,4% del Pil regionale. Pochi i medici di medicina generale (quelli operativi hanno una media di 126 pazienti più dei loro colleghi continentali) e i pediatri di libera scelta (calati del 25 per cento in pochi anni). L’isola registra inoltre il più alto tasso italiano di rinuncia alle cure e nei pronto soccorso una quota significativa di utenti attende oltre otto ore e quasi il 10% abbandona il percorso prima della conclusione.

Le laureate

Nel mercato del lavoro, le donne laureate mostrano risultati migliori rispetto alla media nazionale in termini di occupazione, inattività e disoccupazione. Elevate l’incidenza del part-time, soprattutto femminile, del lavoro a termine e del lavoro autonomo.

Poco sangue

A causa dell’elevata diffusione della talassemia, il fabbisogno regionale di sangue supera la disponibilità: nel 2025 sono state raccolte circa 77 mila sacche; ne servivano almeno 104 mila. La Sardegna è fra le poche regioni italiane in saldo negativo: il ricorso a forniture esterne è costante. (m. n.)

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

Accedi agli articoli premium

Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?
Sottoscrivi
Sottoscrivi

COMMENTI