Villasor.

Una nuova vita per le case campidanesi 

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A Villasor il Comune investe sulla riqualificazione degli edifici storici. Negli scorsi giorni, infatti, hanno preso avvio i lavori di ristrutturazione delle case campidanesi Medda e Podda e della corte dell'ex convento dei frati cappuccini. Un progetto da 300.000 euro che rientra nel Piano di sviluppo territoriale dell'Unione dei Comuni e volto a creare un vero e proprio polo turistico culturale. Gli interventi, di tipo strutturale, interesseranno soprattutto l'esterno degli edifici. Nello specifico, i lavori sui cortili delle due case campidanesi restituiranno alla struttura la sua forma iniziale: sarà infatti realizzato, com'era un tempo, un magazzino speculare a quello già esistente, dove sono custodite delle antiche botti di legno risalenti a oltre un secolo fa. Nella corte posteriore al vecchio convento, invece, si procederà al rifacimento del muro in ladiri e alla realizzazione di un arco con portone, che si affaccerà sulla via Sant'Antioco. L'opera, come spiegato dal primo cittadino Massimo Pinna, rientra nell'ambito del piano di valorizzazione turistica di Villasor: «con questo investimento puntiamo a rendere questi siti sicuri e fruibili. Si tratta di strutture su cui puntiamo molto dal punto di vista promozionale e che saranno utilizzate per realizzare attività culturali, ricreative ed eventistiche. Inoltre, stiamo ponendo le basi per la realizzazione di un caffè culturale che sorgerà nella Casa Medda».

L’uso del mattone di terra nell’area del Campidano e nelle valli contigue è attestato archeologicamente sin dalla prima Età del Ferro, (IX –VIII sec. a.C.) ma probabilmenteè più antico. Parlare di terra cruda rievoca, nell’immaginario collettivo del nostro territorio, l’immagine di una casa povera o di un rudere. In realtà, nei nostri territori, la maggior parte delle case che ci circondano sono edificate in terra cruda, tecnica da noi meglio conosciuta con il termine “ladiri”, e, numerose di esse rappresentano, per dimensioni, fattezze e decorazioni la ricchezza dei proprietari che in passato le edificarono.

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