Iran.

Ucciso l’ammiraglio dei pasdaran 

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«Eliminated»: si allunga la lista dei vertici militari iraniani uccisi da Israele nel conflitto in corso da quasi un mese. L’ultimo nome è quello di Alireza Tangsiri, comandante della Marina dei pasdaran, colpito in un attacco mirato dell’Idf che rappresenta un nuovo duro colpo per la Repubblica islamica. Con la sua morte, Teheran perde infatti non solo un alto ufficiale delle Guardie rivoluzionarie, ma una figura centrale nel controllo dello strategico stretto di Hormuz.

La notizia, anticipata dai media israeliani, è stata confermata dal ministro della Difesa Israel Katz, che ha parlato di un’operazione «precisa e letale» condotta contro Tangsiri e altri ufficiali del comando navale. Il raid è stato sferrato a Bandar Abbas, città costiera dove l’ammiraglio si trovava per incontrare altri vertici della Marina dei pasdaran. Nell’attacco è morto anche il capo dell’intelligence navale, Benham Razaei.

Secondo Katz, Tangsiri era direttamente responsabile di operazioni di minamento e del tentativo di bloccare la navigazione nello stretto di Hormuz, uno snodo cruciale per il traffico energetico globale. «Continueremo a colpirli uno per uno», ha dichiarato, ribadendo la linea dura di Israele. Sulla stessa posizione il premier Benjamin Netanyahu, che ha accusato Tangsiri di avere «le mani sporche di sangue» e di aver guidato iniziative per chiudere lo stretto.

Nato nel 1962 nella provincia di Bushehr, Tangsiri guidava la Marina dei pasdaran dal 2018, quando era stato nominato dalla Guida suprema Ali Khamenei. Veterano della guerra Iran-Iraq, aveva costruito la propria carriera all’interno dei Guardiani della rivoluzione, distinguendosi per una strategia marittima aggressiva e per la forte ostilità verso Stati Uniti e alleati. È considerato anche l’ideatore delle basi sotterranee lungo le coste del Golfo e del Mare di Oman, strutture capaci di ospitare missili da crociera e mezzi d’assalto. Negli anni era stato sanzionato dagli Stati Uniti, prima nel 2019 e poi nel 2024, anche per il suo ruolo nello sviluppo di droni militari.

Nelle ultime settimane aveva minacciato la chiusura dello stretto di Hormuz alle navi dei Paesi ritenuti ostili. La sua uccisione, secondo il capo del Comando centrale americano Brad Cooper, rende la regione «più sicura», ma resta alta l’incognita su possibili ritorsioni da parte di Teheran.

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