Milano.

Profanata la salma di Pamela, massacrata dall’ex 

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Milano. Pamela Genini non ha trovato pace nemmeno nel cimitero del Bergamasco che ha accolto il suo corpo, colpito con oltre 30 coltellate dal suo ex, il 52enne Gianluca Soncin, lo scorso ottobre. Il cadavere della 29enne è stato profanato in modo disumano, la testa staccata e portata via. La scoperta risale a lunedì, quando il feretro doveva essere trasferito nella cappella di famiglia. Gli operai hanno notato le viti saltate sui bordi della cassa e aprendola hanno trovato il corpo profanato. La Procura di Bergamo ha aperto un fascicolo. I reati ipotizzati sono vilipendio di cadavere e la sottrazione di una sua parte, previsto dall'articolo 411 del codice penale che prevede una pena da due a sette anni, aumentata se il fatto avviene all’interno di un cimitero. Pamela fu uccisa nel terrazzino del suo appartamento di via Iglesias, a Milano. Soncin, che l’aveva già perseguitata nei mesi precedenti, era entrato in casa con una copia delle chiavi fatta a insaputa della ragazza. Allertati dalle urla, i vicini avevano chiamato il 112. “Ho paura. Questo è matto completamente… non so che fare”, scriveva Pamela a un amico alle 21.46. E sei minuti dopo: “Teso che faccio?”. L'amico provava a tranquillizzarla: “Sta arrivando la polizia, li ho chiamati e sto arrivando pure io, apri sotto che sono giù la polizia”. Ma il 52enne l’aveva massacrata prima che i poliziotti riuscissero a buttar giù la porta.

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