“Agire per prevenire” era il motto della giornata dedicata alle visite senologiche gratuite organizzata dal servizio di oncologia dell’ospedale San Giuseppe Calasanzio di Isili. E le donne hanno risposto: sono quarantotto quelle che ieri mattina hanno varcato la soglia del presidio sanitario per un controllo fondamentale.
Il territorio
Persone di età diverse provenienti da un territorio vasto, ben oltre il Sarcidano Barbagia di Seulo: da Isili ma anche da Gadoni, Gesico, Mandas, Gergei, Laconi, Nurallao, Nurri. Un’adesione massiccia all’appello lanciato dalla dottoressa Silvia Esu, responsabile del servizio, e dalla sua équipe, che da quasi vent’anni si occupa di tumori con particolare attenzione a quello della mammella e alla sua prevenzione.
Soddisfatta
«Una donna su 8 si ammala e ciascuna ha una parente che si è ammalata», sottolinea il medico, che aggiunge: «La prevenzione è fondamentale». Così l’impegno dell’Oncologia di Isili si traduce in attività di informazione e di supporto per una presa di coscienza di fronte a una malattia che ha un’incidenza importante e continua a spaventare.
«È andato tutto bene, oltre le aspettative», ha aggiunto Esu, «le pazienti erano entusiaste». Tutte hanno compilato un questionario di gradimento dal quale è emerso l’apprezzamento per l’iniziativa e per la giornata di informazione “Mi curo di Me” che si è tenuta il 16 ottobre scorso.
Si replica
Nel reparto sono arrivate oltre cento telefonate per partecipare alla giornata e i posti disponibili si sono esauriti in appena mezz’ora. Ma l’équipe, in accordo con la direzione dell’Asl di Cagliari, ha deciso di organizzare un’altra giornata, il 6 novembre, dedicata alle altre cinquanta donne che hanno chiamato l’ospedale.
I pazienti
Il servizio di oncologia ha cominciato il suo lavoro in sordina con l’obiettivo di stare vicino ai malati di tumore e alle loro famiglie «perché il tumore è una malattia di tutta la famiglia», specifica Esu.
Oggi il numero di assistiti è salito a 600, con il 40 per cento di persone che arrivano da un’altra Asl e da un altro distretto. Tanti si stanno ancora curando, qualcuno non ce l’ha fatta ma molti sono guariti. La fiducia tra pazienti e operatori è stata costruita nel tempo, attraverso la dedizione di un gruppo di operatori che ha fatto del proprio lavoro una missione svolta in un piccolo presidio che, pur nelle difficoltà, offre ai pazienti tutto ciò di cui hanno bisogno.
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