Tensione.

Trump, ultimatum a Cuba. L’Avana: «Usa criminali» 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

Washington. Dopo il Venezuela, Donald Trump punta Cuba. A una settimana dalla cattura di Maduro il presidente Usa alza il livello dello scontro con L’Avana, ironizzando sulla possibilità che Marco Rubio, il suo segretario di Stato di origini cubane, possa un giorno governare sull’isola.

«Per molti anni Cuba - ha avvertito su Truth - ha vissuto grazie alle ingenti quantità di petrolio e denaro provenienti dal Venezuela. In cambio ha fornito “servizi di sicurezza” agli ultimi due dittatori venezuelani, ma ora non più! Il Venezuela ora ha gli Usa, l’esercito più potente del mondo a proteggerlo. Non ci sarà più petrolio o denaro per Cuba - zero! Consiglio vivamente di raggiungere un accordo, prima che sia troppo tardi». Immediata la reazione del ministro degli Esteri cubano, Bruno Rodriguez: «Cuba non riceve, né ha mai ricevuto, compensi monetari o materiali per i servizi di sicurezza forniti ad alcun Paese» e, «a differenza degli Usa», non ha «un governo che si dedica ad attività mercenarie, ricatti o coercizioni militari contro altri Stati». Rodriguez ha accusato gli Stati Uniti di essere «un egemone criminale e incontrollato che minaccia la pace e la sicurezza, non solo a Cuba e in questo emisfero, ma in tutto il mondo». E il governo di Miguel Díaz-Canel ha disposto un’esercitazione militare su tutta l’isola perché «prepararsi alla difesa è uno sforzo necessario», avverte l’organo ufficiale del Partito Comunista cubano, “Granma”.

Intanto in Venezuela la presidente ad interim Delcy Rodriguez ha preso le distanze da Washington, mentre continuano le proteste dei sostenitori di Maduro. E a Caracas si attende con ansia il rilascio di altri prigionieri politici, tra cui l’italiano Alberto Trentini. Secondo le organizzazioni per i diritti umani, la promessa di Rodríguez di liberare un «gran numero» di persone è finora disattesa. Diplomazia e intelligence in Italia sono al lavoro per riportare a casa il cooperante veneziano detenuto a El Rodeo da oltre quattrocento giorni e gli altri prigionieri italiani dopo la scarcerazione dei primi due, Biagio Pilieri e Luigi Gasperin.

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

Accedi agli articoli premium

Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?
Sottoscrivi
Sottoscrivi

COMMENTI