Washington. Donald Trump ha ricevuto alla Casa Bianca, a poche ore di distanza, il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in una giornata che ha riportato al centro della politica estera americana le crisi in Medio Oriente e in Ucraina.
Il colloquio con Netanyahu, durato oltre un'ora, è servito soprattutto a ricucire i rapporti dopo settimane di tensioni. Entrambe le parti hanno definito l'incontro «positivo e produttivo», ribadendo il comune obiettivo di impedire all'Iran di dotarsi dell'arma nucleare. Secondo il governo israeliano, Washington e Gerusalemme sono «pienamente allineate» sulla strategia nei confronti di Teheran.
Le divergenze
Le divergenze, tuttavia, non sono scomparse. Poco prima dell'incontro Trump aveva criticato Netanyahu per aver reso pubbliche informazioni di intelligence sull'attività nucleare iraniana nel sito di Pickaxe Mountain, accusandolo di voler trascinare gli Stati Uniti in un coinvolgimento più profondo nel conflitto e ribadendo che, in assenza di un accordo con Teheran, gli Usa sarebbero pronti a colpire il sito nucleare. Tra i motivi di attrito resta anche la possibile vendita di caccia F-35 alla Turchia, osteggiata da Israele ma difesa da Trump, che ha ribadito di voler decidere autonomamente sulle forniture militari. Sullo sfondo pesa inoltre una guerra con l'Iran che si protrae ormai da sei mesi senza una soluzione chiara e con una leadership iraniana giudicata più intransigente e, secondo l'intelligence americana, maggiormente orientata allo sviluppo dell'arma nucleare.
La visita di Netanyahu è stata accompagnata da manifestazioni pro-palestinesi davanti alla Casa Bianca e riflette un clima politico americano sempre più critico verso il governo israeliano. Crescono le contestazioni tra i democratici, mentre anche una parte dell'area repubblicana più isolazionista teme che Israele possa trascinare Washington in un'ulteriore escalation militare.
La guerra in Ucraina
Poco prima, Trump aveva incontrato Volodymyr Zelensky, segnando un netto cambio di clima rispetto allo scontro avvenuto nello Studio Ovale nel febbraio 2025. Entrambi hanno definito il colloquio costruttivo. Il presidente ucraino ha ringraziato gli Stati Uniti per il sostegno militare e diplomatico, sottolineando la volontà di rilanciare i negoziati per la pace.
Tra i temi affrontati: la possibile produzione su licenza in Ucraina dei missili intercettori Patriot e il rafforzamento della cooperazione tecnologica nel settore dei droni. Kiev punta a mettere a disposizione degli Stati Uniti l'esperienza maturata sul campo di battaglia, mentre è allo studio anche la realizzazione di una fabbrica di droni negli Usa nell'ambito di una nuova partnership industriale per la difesa.
Zelensky ha inoltre illustrato i recenti accordi raggiunti con il Regno Unito sulla guerra elettronica e ha incontrato al Congresso un gruppo bipartisan di senatori, mentre prende avvio l'iter del nuovo pacchetto di sanzioni statunitensi contro Russia e Iran.
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