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Trent’anni fa il mistero di Angela Celentano, la bimba scomparsa 

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NAPOLI. In pochi minuti, trent'anni fa, la vita di tutti cambiò. Doveva essere una giornata di festa, tra i boschi del Monte Faito, a Castellammare di Stabia. Ed invece poco dopo le 13 tutto si fermò. Angela Celentano aveva solo tre anni quando scomparve nel nulla. Sono passati 30 anni da quel giorno. E da allora non c'è stato un solo momento in cui la sua famiglia non sia stata convinta di ritrovarla. In questi anni le indagini hanno seguito diverse piste, dal Messico, al Venezuela alla Turchia.

«Oggi sono 30 anni senza di te - scriveva ieri la famiglia nella pagina Facebook a lei dedicata - 30 anni in cui la certezza di riabbracciarti non è mai venuta meno. Non servono date per ricordarti perché non sei una ricorrenza ma ogni giorno che passa non è che un altro giorno senza di te. Sei ogni giorno nei nostri cuori e nei nostri pensieri e oggi, così come dal 10 Agosto 1996, il nostro obiettivo è sempre quello di poterti raggiungere, ovunque tu sia. Potrebbe sembrare follia… Ma noi siamo ancora qui a sperare e credere che prima o poi tutto questo finirà. A presto Angela. La tua famiglia». L'ultima pista per ritrovare Angela si è fermata nel 2025 su un isolotto della Turchia. Tutto è nato da un’indiscrezione che una donna avrebbe fatto a un parroco durante una confessione, un’informazione rimasta per anni nel segreto del confessionale e, infine, rivelata a una blogger, Vincenza Trentinella, che nel 2009, dopo la morte del sacerdote, ha innescato quella che viene definita la “pista turca”. Angela vivrebbe sull’isolotto turco di Buyukada, insieme a un uomo indicato come suo padre. Ma è tutto fermo, come conferma il legale dei Celentano, Luigi Ferrandino. La ragazza al momento non è stata neanche individuata, quindi non è stato effettuato l’esame del Dna come chiesto dall'avvocato. C'è stata poi la pista venezuelana, quella messicana con la mail di una tal Celeste Ruiz sostenendo fosse lei Angela e invece aveva solo rubato la sua foto.

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