Il contenzioso.

F2i, la prima scalata fermata dal Tribunale 

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Se un indizio si può trovare, nel mancato via libera ai 30 milioni per la fusione degli scali sardi, quello va cercato nel Term Sheet, l’accordo preliminare con cui la Giunta Todde è entrata nella partita della privatizzazione.

Bisogna andare al punto 26 del documento, dedicato ai «Contenziosi pendenti davanti al Tribunale di Cagliari». F2i Ligantia, il fondo che vuole controllare pure l’aeroporto Mameli del capoluogo dopo Olbia e Alghero, ha chiesto alla Giunta Todde di rinunciare a quell’azione legale, voluta nel 2023 dall’allora assessore ai Trasporti, Antonio Moro, che affiancò agli avvocati della Regione l’esperienza di Gabriele Racugno, giurista e professore di Diritto commerciale. Fu quel ricorso, che incassò due ordinanze positive da parte della Sezione Imprese (giudici Ignazio Tamponi e Nicola Caschili), a fermare la prima scalata di F2i, a cui venne sospeso il riconoscimento della Nsa, la Nord Sardegna Aeroporti, dentro cui sarebbe dovuto finire pure il Mameli. Il 7 luglio scorso la Regione a guida Todde ha chiesto l’ennesimo rinvio sul giudizio di merito, ma non ha ritirato il ricorso.

Pino Calledda, consigliere comunale a Cagliari, l’unico che tra gli M5S, il partito di Todde, non ha mai condiviso l’operazione, dice: «Una pausa di riflessione era necessaria per approfondire le valutazioni della Corte dei Conti sotto il profilo giuridico. Anche politicamente serve intervenire per migliorare la struttura della futura governance e rafforzare il ruolo della Regione: solo per convocare l’assemblea dei soci, il Codice civile richiede una quota minima del 10%». ( al. car. )

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