Villacidro.

Tre ciclovie, il paese sale in bicicletta 

Percorsi in sicurezza in tutto il territorio. Il sindaco: «Facciamo rete tra Comuni» 

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Tre ciclovie, una visione: trasformare Villacidro in un punto di riferimento del turismo lento e sostenibile nella provincia del Medio Campidano. Dal collegamento dalle montagne del Linas alla Marina di Fluminimaggiore, passando per la pianura del Campidano, il Comune punta sulla mobilità dolce come leva di sviluppo ambientale, turistico e sociale. Tre gli interventi distinti che ormai hanno preso forma nei progetti definitivi approvati, con lavori anche in via di completamento, bloccati da variante in corso d’opera. Soddisfatto il sindaco, Federico Sollai: «Abbiamo dimostrato quanto oggi sia importate fare rete tra i Comuni, programmando in maniera sinergica si dà la possibilità a sportivi e appassionati di percorrere chilometri in bicicletta in tutta sicurezza».

La mappa

L’obiettivo è unico, ma le strade da percorrere sono diverse, come diverse sono state le fonti di finanziamento, contributi dello Stato, della Regione e da società private per oltre un milione e mezzo di euro. L’ultimo in ordine di tempo l’hanno chiamato “Dalla montagna al Mare”. Un tracciato di oltre 61 chilometri dalle montagne di Villacidro alle spiagge di Portixeddu, un vero corridoio di connessione tra ambiente, turismo e comunità locali. Gli interventi renderanno le strade più funzionali anche per i mezzi di servizio e di protezione civile.

Idea vincente

Pronto a partire anche “Bici in Comune”, con Villacidro capofila ci sono i Comuni di Domusnovas, Gonnosfanadiga, Serramanna e Vallermosa. Fondi recuperati nell’ambito del bando promosso da Sport e Salute Spa e Anci, dove il progetto si è classificato primo in Sardegna e ventunesimo a livello nazionale su 853 proposte. L’itinerario interessa oltre 150 chilometri, collegando la Ciclovia della Sardegna con il Cammino Minerario di Santa Barbara, direttrici del cicloturismo regionale. «Ci stiamo lavorando da un anno», ricorda l’assessore al Turismo, Marco Erbì, «e finalmente si parte. Collegare la montagna al mare, attraverso paesaggi incontaminati, rappresenta un riconoscimento della visione di sviluppo sostenibile che vogliamo costruire».

Le varianti

È il caso della ciclopedonale “Monti Mannu”, una pista esclusiva nel territorio comunale, una forma di compensazione tra i signori del vento e il Comune, il permesso a realizzare un parco eolico in cambio di un percorso per pedoni e bici. L’area in questione è la zona di Monti Mannu, dove nel corso dei lavori sono state introdotte diverse varianti migliorative, l’ultima è di questi giorni. Nell’insieme puntano alla sicurezza, vanno dallo spostamento del tracciato iniziale all’eliminazione della fascia alberata fino alla predisposizione dell’illuminazione pubblica, alla modifica degli svincoli e all’estensione del tappetino bituminoso lungo tutta la larghezza della pista. «La finalità», conclude Federico Sollai, «è fare della bicicletta uno strumento di sviluppo, tutela ambientale e valorizzazione del territorio».

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