La crisi

Teheran agita la minaccia nucleare 

Avvertimento del regime a Trump: se attaccati, arricchiremo il nostro uranio al 90% 

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Teheran. Un avvertimento. Preciso. L’Iran fa sapere, all’America e al mondo, che se venisse nuovamente attaccata, potrebbe arricchire le sue scorte di uranio sino al 90%, un livello da arma nucleare.

Affondo Usa

Dunque, sull’asse Teheran-Washington le minacce incrociate non sono finite. E, insieme a preparativi militari e negoziati indiretti, accompagnano una tregua fragile. “Bye bye, fast boats”. “Ciao ciao, navi veloci”, ha provocato Donald Trump postando sul suo social Truth una foto creata con l'Ai in cui si vede un jet americano sganciare missili contro due imbarcazioni con la bandiera della Repubblica islamica. «Sull'Iran non ho fretta, siamo in contatto con dei funzionari», assicura il presidente dopo la frustrazione per la risposta «spazzatura» di Teheran al piano di pace Usa. Dicendosi «sicuro al 100%» che si fermeranno e consegneranno l'uranio arricchito, per la cui rimozione solo Stati Uniti e Cina hanno «le tecnologie necessarie». Nello stesso tempo ha incontrato la sua squadra per la sicurezza nazionale e gli alti vertici delle forze armate per discutere le future strategie sul conflitto con l'Iran.

Il programma

Improbabile però che il tycoon faccia mosse prima o durante la sua visita in Cina di questa settimana, dal cui esito potrebbe dipendere la nuova traiettoria del braccio di ferro in Medio Oriente. Il presidente americano infatti è intenzionato a premere su Xi perché usi le sue leve con Teheran e contribuisca alla soluzione di una guerra che penalizza anche la Cina, principale importatore del petrolio iraniano. Con questo obiettivo, Trump non ha esitato a imporre nuove sanzioni contro i dodici operatori che hanno venduto o contribuito a smerciare il greggio di Teheran al Dragone.

La situazione

In ogni caso, pure gli Usa subiscono le conseguenze economiche ed energetiche dello scontro. L'ultimo dato sull'inflazione segna un rialzo ad aprile del 3,8% (a fronte del 3,7% atteso e del 3,3% di marzo), centrando il livello più alto da maggio 2023 e riaccendendo i timori di un'ondata simile a quella degli anni '70. A trainare l'aumento sono i crescenti prezzi della benzina. Un incubo per i repubblicani in vista delle elezioni di Midterm, mentre il consenso di Trump è ai minimi storici. Come se non bastasse, i costi della guerra Usa in Iran sono saliti finora a 29 miliardi di dollari, con un aumento di 4 miliardi rispetto alla stima fornita alla fine del mese scorso, ha riferito un dirigente del Pentagono in un'audizione alla Camera, dove i dem hanno torchiato Pete Hegseth. Il capo del Pentagono ha garantito che il cessate il fuoco con l'Iran rimane in vigore ma ha parlato di un piano B americano nell'eventualità di un'escalation da parte dell’Iran.

Le risposte

Dal fronte di Teheran, la minaccia di arricchire l’uranio sino al 90% l’ha lanciata Ebrahim Rezaei, portavoce della Commissione parlamentare per la sicurezza nazionale. L'Iran continua a lanciare altri segnali di sfida, dopo aver umiliato finora The Donald. Il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baghaei, ha dichiarato che «chiunque osi mettere piede sul suolo iraniano subirà gravi danni». Il regime degli ayatollah tiene il punto anche sul fronte del diritto internazionale: c’è il ricorso contro gli Stati Uniti alla Corte arbitrale dell'Aja «per gli attacchi militari agli impianti nucleari», le «sanzioni economiche» e «le minacce di ricorso alla forza». Nello Stretto di Hormuz, intanto, le petroliere continuano a passare col contagocce per il blocco reciproco di Usa e Iran.

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