Carloforte.

Tecnologia wireless per vigne e uliveti 

I sensori raccolgono le rilevazioni per programmare il ciclo produttivo 

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Quanto è umido il terreno, quanto le piante sono state esposte al sole, per quante ore le foglie sono rimaste bagnate: domande di importanza vitale in agricoltura che a Carloforte, e non solo, trovano risposta grazie alla tecnologia wireless installata dal Politecnico di Torino.

I sensori

Da sette anni i sensori applicati dal Laboratorio iXem, guidato da un gruppo di ricerca che opera al Politecnico, rilevano i parametri climatici fondamentali nelle vigne della cantina U Tabarka, a Tanca Gioia, e di altri produttori privati carlofortini. I dati finiscono in una piattaforma disponibile aperta ai produttori e a chi è interessato: i sensori wireless raccolgono le rilevazioni, preziose per chi deve programmare il ciclo agricolo.

Quello che è iniziato come un esperimento a Carloforte, scelta anche per la sua doppia insularità, si è poi allargato ad altre parti del Sulcis e si sta espandendo verso il Medio Campidano. «Abbiamo iniziato sette anni fa nelle vigne di Tabarka e di un’altra cantina – dice Daniele Trinchero, docente presso il dipartimento di Elettronica e Telecomunicazioni Det, fondatore e responsabile del Laboratorio iXem – poi con gli anni hanno aderito anche alcuni piccoli produttori della zona».

Gli esordi

L’ingresso dei privati è avvenuto in un secondo momento: «Ricordo che un’estate, mentre passeggiavo a Carloforte, sono stato avvicinato da due piccoli viticoltori che mi hanno chiesto di sistemare i sensori anche nelle loro vigne per poter monitorare le condizioni con precisione. L’esperienza di Carloforte è stata di esempio per tutta l’area del Sulcis. Col tempo poi questi stessi sensori, sempre con la tecnologia wireless, sono stati installati anche nelle vigne che fanno parte della cantina di Santadi. Oggi nel Sulcis Iglesiente abbiamo venti stazioni che rilevano pioggia, vento, umidità, umidità fogliare, temperatura, umidità nel terreno ed esposizione solare. Adesso il progetto si estende anche al Medio Campidano, con alcuni ulivi a Villacidro. Poi il monitoraggio sugli ulivi inizierà anche a Carloforte».

Sfruttando una tecnologia innovativa che non ha confini, i produttori hanno sempre sotto controllo dati fondamentali per la loro attività. «Siamo orgogliosi di aver aperto le porte a questo progetto già qualche anno fa – commenta il sindaco di Carloforte Stefano Rombi – la nostra collaborazione con il Politecnico di Torino va avanti su due piani: oltre alla collocazione dei dispositivi, lavorare con il Politecnico ci ha permesso di aprire altre strade per nuove attività e schemi di finanziamento prima inaccessibili».

Uno dei punti forti della tecnologia wireless è la foglia elettronica che, del tutto simile ad una foglia misura i parametri. «Ci può dire, ad esempio, alla fine della notte per quante ore la foglia è rimasta bagnata – spiega il professor Trinchero - e gli agricoltori sanno che, superata una certa soglia, bisogna correre ai ripari per prevenire le infezioni funginee delle piante, legate proprio ad un’eccessiva umidità. Misurazioni che tornano molto utili anche per registrare l’umidità del terreno».

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