La battaglia legale non è finita. Anzi, potrebbe essere solo all’inizio. Il ricorso al Tar presentato a dicembre da Aeroitalia contro il decreto ministeriale che impone gli oneri di servizio pubblico sui collegamenti tra gli aeroporti di Cagliari, Olbia e Alghero e quelli di Milano e Roma è ancora al vaglio dei giudici. La compagnia aerea infatti ha solo rinunciato alla richiesta di sospensiva cautelare del bando, senza però notificare il ritiro del ricorso.
Ciò significa che quest’ultimo è ancora pendente e rappresenta a tutti gli effetti una pesantissima spada di Damocle sull’esito del bando di continuità aerea in corso.
Dalla compagnia filtrano poche parole a conferma del periodo interlocutorio. «Attendiamo la fine delle operazioni connesse alle gare», dicono i portavoce della società guidata dall’ad Gaetano Intrieri.
Un'attesa che tuttavia stride con le parole del manager che poche settimane fa aveva annunciato il ritiro del ricorso garantendo che «la faccenda si chiude qua», riferendosi proprio al ricorso contro decreto ministeriale e bandi sulla continuità considerati troppo sbilanciati a favore della concorrenza.
Il peso di questo giudizio ancora in sospeso potrebbe essere catastrofico per l’esito del bando di gara e sulla successiva assegnazione delle rotte in continuità territoriale, rimandando tutto di mesi, a danno dei sardi che aspettano ancora, dopo ritardi e lungaggini burocratiche, un servizio di continuità efficiente.
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