Sardara-San Gavino.

Strada a rischio, appello al Prefetto 

La Provincia chiede che il traffico sulla Sp 62 sia vietato ai mezzi pesanti 

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La Provincia del Medio Campidano scrive al Prefetto per mettere in sicurezza la Provinciale 62. Questa volta a puntare i fari sulla strada che collega Sardara, la statale 131 e San Gavino, è la presidente Maura Boi, che ha scritto una lettera alla prefetto Paola Dessì, denunciando «la ristrettezza della carreggiata e la necessità di vietare il transito ai mezzi pesanti». L’iniziativa è conseguente alla proposta unanime dell’ultima seduta del Consiglio, dove è emersa «la grave problematica dell’arteria più trafficata del territorio, rimessa a nuovo sei anni fa, due milioni e mezzo di euro per 6 chilometri, sicurezza peggiorata».

Il testo

La richiesta dell’Ente, in qualità di proprietario della strada, scaturisce dalla presa d’atto di più fattori. «Al primo posto», dice Boi, «ci sono le corsie di marcia larghe 2,75 metri, parametri minimi per le strade locali. La nostra proposta è limitare il transito ai mezzi pesanti, deviandolo sulla provinciale Sanluri-Villacidro. È uno dei punti che illustreremo meglio nell’incontro che abbiamo chiesto in Prefettura». Le segnalazioni più frequenti di automobilisti, agricoltori e motociclisti, interessano in particolare il guardrail ambo i lati, posizionato sei anni fa e lì rimasto, nonostante le proteste. E ancora, intersezioni a raso, accessi agricoli stretti, visibilità limitata, segnaletica carente. «Motivazioni diverse», ricorda il consigliere con delega alla viabilità, Dario Piras, «che vanno tutte nella direzione della sicurezza. Siamo certi che la prefetto ascolterà le nostre preoccupazioni e saprà consigliarci sul da farsi. Ne abbiamo parlato da poco in un incontro a livello regionale».

L’ipotesi

Nel frattempo la provincia ha pronto un progetto per migliorare i livelli di sicurezza e la fluidità della circolazione, accennato nella lettera. «Predisposto dall’ex commissario, Roberto Cadeddu», scrive Boi, «l’Amministrazione ha già attivato l’iter per portarlo avanti. Un investimento di 26 milioni di euro per l’adeguamento del percorso, da strada locale a extraurbana a traffico limitato. Mancano le risorse finanziarie per procedere alla realizzazione delle opere. Chiediamo formalmente di voler valutare la necessità di un incontro con tutte le parti istituzionali e gli enti interessati. Un confronto strategico anche per individuare canali di finanziamento».

Il progetto

«La Sp 62», ricorda Cadeddu, «a causa degli incidenti mortali che sono accaduti nel tempo, rientra tra gli interventi prioritari. Durante il mio mandato, l’ufficio tecnico ha redatto uno studio di fattibilità per la messa in sicurezza. La larghezza complessiva della carreggiata, banchine comprese, sarà di 9.50 metri. La sicurezza verrà raggiunta anche chiudendo gli attuali accessi privati, non conformi alla norma. Ventisei milioni di euro sono tanti, non è necessario che vengano stanziate tutte insieme, si proceda con le urgenze. Se non si inizia, mai si finisce».

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