Il caso.

Spari nella notte a Cala Finanza 

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Il blitz a Cala Finanza, con colpi di arma da fuoco a salve in aria, è scattato poco prima delle 4 di ieri, oltre la linea rossa che segna la proprietà di Tavolara Bay e circoscrive l’area intorno alla ex Villa Joy, l’epicentro delle proteste di queste settimane contro gli investimenti sardo brasiliani a Porto San Paolo. Qualcuno, approfittando del buio, è arrivato sino alla parte privata della residenza e del parco più vicina al settore accessibile. Stando a quanto riferito ai Carabinieri della Stazione di Porto San Paolo, sono stati danneggiati i cartelli con i divieti di accesso e gli oggetti utilizzati dalle guardie giurate della Tavolara Bay nelle loro postazioni (in particolare le sedie). Ma il raid notturno è andato oltre, perché all’interno della ex Villa Joy le persone presenti hanno udito una serie di colpi di arma da fuoco, si parla di almeno una decina. Quando il personale di Tavolara Bay è uscito sugli sterrati e nella scogliera davanti alla villa, non c’era più nessuno. L’incursione ha interessato sicuramente una porzione di proprietà privata, ma nessuno è entrato nell’edificio (ex Villa Joy, l’immobile al centro del contestatissimo progetto di camping e beach club di lusso). Stando a indiscrezioni, ieri mattina è stata presentata una denuncia ai Carabinieri e i militari (Stazione di Porto San Paolo e Reparto territoriale di Olbia) si sono messi subito al lavoro. Sarebbero stati trovati una decina di bossoli di una pistola scacciacani. Inoltre il personale dell’Arma avrebbe già acquisito diversi filmati di sistemi di videosorveglianza attivi nella zona. Va subito puntualizzato che non ci sono elementi per ricollegare, in alcun modo, l’irruzione dentro la residenza di proprietà sardo brasiliana, con le proteste di questi giorni e in particolare con il presidio permanente di Cala Filanza.

«Determinati e pacifici»

Durdica Bacciu è la coordinatrice del comitato Sos Cala Finanza, uno dei gruppi più attivi nella “vertenza” contro le operazioni immobiliari riconducibili al colosso JHSF Participações. Bacciu, una archeologa, commenta con una certa preoccupazione i fatti di ieri notte: «Le persone che da giorni danno vita al presidio di Cala Finanza sono pacifiche e utilizzano il dialogo, le informazioni acquisite con lo studio dei temi e la presenza pacifica sul posto per portare avanti la protesta. Non c’è spazio per altri comportamenti. Personalmente ho un confronto continuo con le istituzioni e le forze dell’ordine, tutti sanno benissimo che noi siamo determinati, convinti delle nostre posizioni e pacifici. Devo anche dire, che per quanto mi riguarda, non ci sono mai stati atteggiamenti aggressivi da parte del personale della proprietà di Cala Finanza. Noi abbiamo diritto di manifestare, continueremo a farlo, e attenzione, ci muoviamo sempre in aree accessibili e nella porzione del demanio». Negli ultimi giorni ci sono stati diversi momenti di tensione. Nella spiaggia a ridosso di Villa Joy sono arrivati Guardia Costiera e Carabinieri. Ieri sono stati sparati dei razzi di segnalazione.

La protesta continua

Il presidio di Cala Finanza è permanente, di fatto gazebo e persone sono presenti nella zona da quasi due settimane. Comitati e gruppi attendono ora altri passaggi importanti della vicenda, come le udienze del Tar di Cagliari, il 26 luglio, ad esempio, i giudici si occuperanno di un ricorso della società Tavolara Bay contro alcuni provvedimenti interdittivi del Comune di Loiri Porto San Paolo. Il 19 luglio ci sarà una singolare iniziativa di protesta, con le maschere sarde di Orotelli e Mamoiada a Cala Finanza.

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