Negli anni investiti oltre 50 milioni di fondi regionali

Salvini sui treni veloci: «Sardegna più vicina agli standard nazionali» 

Il ministro sul test Cagliari-Olbia con l’Atr 465 in viaggio a 150 all’ora  

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Cagliari-Olbia in treno in due ore e quindici minuti. Da ministro dei Trasporti esulta Matteo Salvini per l’Atr 465 che ha superato il primo test dell’alta velocità nella notte tra il 9 e 10 luglio. «Si tratta di un passo fondamentale per l’intera Sardegna», dice l’esponente del Governo che assicura di «puntare fortemente sul rinnovo della rete ferroviaria» nell’Isola.

I lavori

Erano iniziati nel 2015 i primi lavori che hanno modellato i binari sardi per permettere all’Atr di produzione spagnola un buon pendolamento, condizione indispensabile per aumentare la velocità. Il treno, acquistato svariati anni fa dalla Regione nella fabbrica Caf di Beasain, a Gipuzkoa, provincia dei Paesi Baschi, non era mai stato usato. L’altra notte, la “prima” assoluta, con l’intera rete ferroviaria sarda bloccata in modo da assicurare un viaggio senza interruzioni. «Una rivoluzione» per Salvini che si dice «soddisfatto e fiducioso per il futuro, in quanto gli investimenti stanno producendo effetti concreti».

Le risorse

È stato il Gruppo Fs, in occasione dell’esordio dell’Atr, a fare il punto sull’ammodernamento della rete regionale: «Tutti i lavori si sono conclusi nel 2023, grazie agli oltre 50 milioni di finanziamenti della Regione, nell'ambito dell'accordo quadro con Rfi», una delle tre società delle Ferrovie che, nello specifico, si occupa di infrastrutture (le altre sono Trenitalia e Italcertifer). Per raggiungere l’obiettivo delle due ore e quindici da Cagliari a Olbia passando per Chilivani, la spa ha «curato gli adeguamenti dei binari» e omologato «la linea per la circolazione dei nuovi convogli».

La promessa

Adesso per i viaggi dell’Atr 465 «si apre la fase delle verifiche tecniche», ribadisce il ministro indicando tutti i passaggi previsti. «Rfi e Trenitalia analizzeranno i dati raccolti durante il primo test per valutare prestazioni, compatibilità con l'infrastruttura e comportamento del convoglio». Anche perché un conto è il pendolamento senza carico, altra cosa il viaggio con i passeggeri. «Successivamente – ha detto ancora Salvini – dovranno essere completate le valutazioni tecniche e organizzative necessarie per trasformare la tratta in un collegamento stabile, da inserire nella programmazione ferroviaria della Sardegna».

Gli obiettivi

Dal gruppo Fs l’hanno sottolineato anche l’altro giorno: l’alta velocità «rappresenta un ulteriore passo avanti nel percorso di progressivo adeguamento del sistema isolanho agli standard nazionali». Salvini è tornato sul punto parlando dell’Atr come di un «atto concreto per rendere i collegamenti sardi più moderni, efficienti e competitivi, a beneficio di cittadini e imprese».

L’incognita

Sinora dalle Ferrovie non si sono sbilanciati. E anzi hanno precisato che «i 150 chilometri orari raggiunti» con il primo test «non saranno quelli effettivi del servizio». L’incognita ruota intorno alla possibilità che il treno faccia fermate: per ora le due ore e quindici minuti sono state centrate con un’unica tirata da Cagliari a Olbia. Oggi la tratta richiede tre ore e trentatré minuti nella corsa più rapida, diversamente si superano i duecentoquaranta minuti. La palla è già passata ad Ansfisa, l’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie. Solo così il test d’esordio potrà diventare «offerta commerciale».

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