La tragedia

Lo strazio dei parenti di Cecconi «Il paradiso ha preso un angelo» 

I due amici, senza documenti, identificati dopo alcune ore  dalla proprietaria della 500 che il 46enne voleva acquistare 

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Una spensierata domenica d’estate, trascorsa tra tuffi in piscina, risate e relax sotto l’ombrellone, interrotta bruscamente dal suono della morte. Le decine di clienti dell’agriturismo Su Niu si sono ammutoliti all’unisono sentendo un boato a pochi metri di distanza. Mai si sarebbero immaginati la tragedia appena accaduta.

Le testimonianze

«In quel momento mi trovavo in cucina per preparare il pranzo, sono stato raggiunto da alcuni clienti che mi hanno messo al corrente di ciò che era appena accaduto», racconta Jan D’Hallewin, titolare dell’agriturismo Su Niu. «Gli ospiti che si trovavano in piscina sono subito accorsi per vedere cosa fosse successo e c’era già qualcuno che prestava soccorso».Le lamiere fumanti non hanno lasciato scampo a Mirko Sanna, 38 anni, residente a Cagliari, che era alla guida, e all’amico Carlo Cecconi, 46enne di Capoterra. I militari della caserma di Uta, titolari delle indagini, non trovando i documenti dei due uomini, sono riusciti a risalire alla loro identità solo dopo alcune ore. Un lungo lavoro di ricostruzione, portato a termine una volta rintracciata la proprietaria dell’auto, una ragazza residente a Capoterra: lei aveva lasciato in prova la Fiat 500 alle due vittime per poter eventualmente venderla a Cecconi. Poi la conferma definitiva di alcuni familiari giunti nel luogo dell’incidente. Nel mentre i due cadaveri hanno dovuto aspettare sotto un lenzuolo bianco il riconoscimento ufficiale.

Lo strazio

Sono stati momenti strazianti, i carabinieri hanno cercato di confortare parenti e amici. Alle due famiglie, unite dalla profonda tristezza per la perdita dei propri cari, dopo le formalità di rito, sono state restituite le salme per poter organizzare i funerali. I carri funebri hanno recuperato i due corpi per trasportarli nelle camere mortuarie dei rispettivi luoghi di residenza, in attesa della celebrazione dei funerali.Sui social alcuni parenti stretti hanno ricordato le vittime. La cognata di Carlo Cecconi, Romina Galasso, ha affidato al web un messaggio commovente: «Ciao cognatino, non doveva finire così. Due settimane fa eravamo tutti in festa per la comunione di Luca e ora devo occuparmi del tuo ultimo viaggio. Ci mancherai pazzerello nostro».

Anche il nipote Marco Cecconi, distrutto dal dolore, ha voluto ricordarlo: «Era amico di tutti, si faceva voler bene da tutti, generoso e gentile con tutti. Il cielo ha guadagnato un angelo, e noi abbiamo perso un pezzo di casa».Il sindaco di Capoterra, Beniamino Garau, informato della tragedia, oggi andrà dalla famiglia Cecconi per esprimere il dolore della città intera. L’uomo era un ex militare che aveva lavorato anche come bagnino, per anni residente a Bologna, una volta terminato il sevizio era ritornato a vivere a Capoterra.

Traffico in tilt

I carabinieri della stazione di Uta, supportati dalla radiomobile di Iglesias e dai colleghi della stazione di Siliqua, per consentire le operazioni di soccorso, hanno chiuso il tratto di Provinciale deviando il traffico verso strade alternative.Mentre le squadre dei vigili del fuoco del distaccamento di Iglesias, hanno messo in sicurezza i due mezzi. Presenti anche gli operai della Provincia, che hanno ripulito la sede stradale e dato una mano per gestire la chiusura della strada, durata oltre quattro ore. Solo dopo l’arrivo del carro attrezzi, per la rimozione dei due mezzi, le auto hanno potuto riprendere la circolazione alternata su un’unica corsia.

La giornata, caratterizzata da un sole caldissimo, accentuato dall’asfalto rovente, si è conclusa nella tarda serata, con la riapertura della Provinciale, dopo la pulizia e la messa in sicurezza del tratto stradale.

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