La tragedia

Emigrata di Lanusei annega nel mare di Orrì davanti alle tre figlie 

Lucia Aresu era tornata dalla Francia per trascorrere un periodo di vacanza 

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Nel tentativo di riportarla a riva in pochi istanti, hanno lanciato pure una corda per sostenere lo sforzo dei soccorritori. Un’ultima, disperata manovra per salvare la vita a Lucia Aresu. Aveva 57 anni, era originaria di Lanusei, emigrata da lungo tempo in Francia dove aveva messo su famiglia. La catena umana, creata sulla spiaggia di Orrì, all’altezza degli scogli a pelo d’acqua, non è servita. Il medico del 118 ha accertato che la donna è morta annegata, verosimilmente in seguito a un malore (forse un infarto), mentre faceva il bagno, in un torrido pomeriggio. La salma della donna è stata posta sotto sequestro dalla magistrata di turno Valentina Vitolo, che vuole accertare le esatte cause del decesso.

La tragedia

Lucia Aresu era arrivata in spiaggia con le tre figlie per una giornata di relax. Temperatura oltre i 30 gradi, vento di scirocco e mare mosso, seppur meno rispetto a sabato. Tuttavia, i bagnini degli stabilimenti di Orrì hanno issato bandiera rossa per scoraggiare gli ingressi in acqua. Intorno alle 15, forse per combattere la calura, Lucia Aresu è entrata per fare un bagno. A un tratto, mentre nuotava tra gli scogli di “Sa Perda ‘e s’aquila” e “Sa Perda ‘e Caredda”, ha perso i sensi.

Le urla disperate delle figlie hanno richiamato l’attenzione dei bagnini degli stabilimenti Su Stancu e Da Luca che si sono precipitati in acqua insieme ad altri volontari, alcuni dei quali hanno riportato alcune escoriazioni sugli scogli nel tentativo di recuperare la donna. Sul lido sono arrivate due ambulanze, la medicalizzata e la base dell’associazione Le Grazie. Dopo 45 minuti di massaggi cardiaci, al medico non è rimasto altro che constatarne il decesso.

Attoniti i bagnanti, raccolti in un religioso silenzio attorno al lenzuolo bianco posato sulla salma. Sul posto anche i carabinieri di Tortolì e del nucleo radiomobile di Lanusei, oltre alla polizia locale e al personale della Guardia costiera di Arbatax.

Bollino rosso

Sabato sera, dopo le tragedie sfiorate sabato a Porto Frailis, Alessio Tedone, vicepresidente dell’associazione Alpherat Regulus che gestisce il servizio di salvamento a mare per il Comune di Tortolì, ha lanciato un appello: «Ai bagnanti chiediamo di prestare attenzione agli avvisi che i bagnini diramano sulla spiaggia, a tutela della vita di tutti». I drammatici momenti di sabato, quando sulla baia sferzata dallo scirocco bagnini e volontari hanno salvato sei persone, sono ancora vivi. La spiaggia si è mobilitata per recuperare una bambina di 8 anni, tre ragazzi poco più che adolescenti e una coppia di anziani milanesi. «Quando i nostri bagnini, in giornate con condizioni meteo critiche, richiamano i bagnanti un motivo c’è: l’invito alla prudenza non è mai troppo». L’assessore comunale alla Protezione civile, Fausto Mascia, si è unito all’appello: «La collaborazione è fondamentale: prima di entrare in acqua, si verifichi sempre il colore della bandiera esposta nelle postazioni di salvataggio e ci si attenga ai consigli dei bagnini».

Cala Liberotto

Paura sul litorale di Orosei. Ieri a mezzogiorno due ragazze di 16 anni hanno rischiato di annegare. Alcuni bagnanti si sono tuffati evitando la tragedia.

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