Cagliari e Napoli per continuare la scalata in campionato, ma anche Benfica e Monaco per mettere in cassaforte almeno i playoff di Champions: la Juventus si troverà ad affrontare quattro gare nel giro di dodici giorni nella seconda metà di gennaio, c'è il rischio di sottovalutare il primo impegno in Sardegna. Sulla carta è anche quello più agevole, ma Luciano Spalletti manda subito un messaggio alla sua truppa: «Nel mirino c'è solo il Cagliari, è questa la partita di Champions», l'appello del tecnico alla vigilia della gara di stasera alla Domus, «e dobbiamo distinguere tra zoom in e zoom out: con il primo dobbiamo mettere a fuoco una cosa per volta e deve essere la gara di Cagliari, per la seconda significa programmare il futuro ma adesso pensiamo soltanto al primo impegno».
Ecco perché, anche per quanto riguarda la formazione, il toscano non pensa al turnover: «Bremer per il momento è dentro e poi vedremo di volta in volta analizzando i suoi dati con i macchinari, Yildiz può partire e poi si valuta a gara in corso ma di questo ne parlerò ancora con il mio vice Domenichini», spiega in vista del Cagliari. Per quanto riguarda il classe 2005, però, Spalletti entra più nel dettaglio e inserisce anche temi legati al mercato: «Ci sono un paio di cose che ci mancano per avere dei ricambi, io voglio tutelare Yildiz e lasciarlo tranquillo», dice sulla necessità di arrivare a un sostituto del turco durante questa finestra di trattative, «ma adesso sta benissimo: giovedì lo abbiamo lasciato a casa perché aveva un po’ di mal di gola, già alla vigilia era di nuovo in campo e andava fortissimo». Sul brasiliano, invece, l'allenatore spiega il passaggio che ancora gli manca: «Sono contento per come è tornato e per come sta migliorando perché gli infortuni come i suoi mettono perplessità, lui invece ha fatto pulizia totale nella testa e ora deve capire che deve sempre comportarsi allo stesso modo qualsiasi sia l'avversario che ha davanti: ora se uno ha forza 3 lui mette 5 oppure se trova un forza 9 mette 10 e lode, viaggia un po’ troppo con il dosatore».
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