Un investimento da 7 milioni di euro. Previsione di ritorno economico diretto per le casse della Regione: circa il doppio. Ricaduta economica stimata: attorno ai 50 milioni di euro. L’assessore regionale al Turismo, Franco Cuccureddu, traduce in cifre quello che definisce «un mezzo miracolo»: portare a Cagliari la regata preliminare dell’America’s Cup di Vela. Quattro giornate sotto gli occhi del mondo. Fra tv e web si stima un’audience nell’ordine dei milioni di telespettatori.
Cielo e mare off limits
Dal 21 al 24 maggio il porto del capoluogo sardo si trasformerà in un villaggio velico: «Una vetrina eccezionale, che proietterà la Sardegna in un contesto internazionale dei più importanti e genererà importanti ricadute per l’Isola», promette la presidente della Regione, Alessandra Todde.
Le regate potranno essere ammirate da terra (punto d’osservazione privilegiato, la passeggiata di Su Siccu); previsti maxischermi, telecronache, intrattenimento, show acquatici. Tutto dovrà funzionare alla perfezione. Il livello di collaborazione, e di attenzione, è massimo. Gli elicotteri, durante la manifestazione, sorvoleranno Cagliari: toccherà ad Enac ed Enav evitare intralci con il traffico aereo. Marina militare e Guardia costiera faranno altrettanto per quello marittimo: «Per le nostre attività – sorride l’ammiraglio Enrico Pacioni, comandante della Marina militare per la Sardegna – non subiranno conseguenze. Si tratta di organizzare, pianificare, ottimizzare le risorse». La presidente della Regione Alessandra Todde, nei suoi ringraziamenti, cita anche il ministro della Difesa Guido Crosetto per la collaborazione della Marina. In tempi non proprio pacifici, ospitare l’America’s Cup è un problema militare? L’ammiraglio Pacioni giura di no: «Le esercitazioni che facciamo tutti gli anni servono appunto a essere pronti a ogni evenienza. Rimodulandole e armonizzandole con le esigenze, le cose sono compatibili: la Difesa, in questo caso la Marina, è vicina alle istituzioni; diamo sempre una mano, quando possiamo essere utili».
I campi di regata
Sarà compito della Capitaneria di porto, spiega il contrammiraglio Giovanni Stella, direttore marittimo di Cagliari, «riservare i campi di regata previsti davanti all’imboccatura del porto: emetteremo delle ordinanze di interdizione alla navigazione per riservare questi specchi acquei coordinando ingresso e uscita dal porto per le navi, in particolare quelle da crociera, evitando interferenze». Prevedibile che il divieto di navigazione scatti qualche giorno prima del 21 maggio per consentire eventuali prove e allestimenti: «Ci coordineremo con gli organizzatori».
Business angels in campo
I cinque (per ora) team iscritti alla coppa, in porto, saranno assistiti «da una squadra di “business angels” che avranno il compito di risolvere tempestivamente ogni problema che si dovesse presentare», spiega Domenico Bagalà, da due mesi presidente dell’Autorità portuale sarda dopo tre mesi da commissario; appena arrivato, si può dire, e già “benedetto” da un avvenimento così rilevante: «Non potevo desiderare di meglio, sono felicissimo», confessa. Anche se, riconosce, «sarà molto impegnativo». Buon vento a tutti.
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