La Spezia. Ha lottato per ore tra la vita e la morte Youssef Abanoub, lo studente accoltellato nell’istituto professionale “Domenico Chiodo”, ma in serata si è spento. Youssef, colpito al costato da un altro studente della scuola, un 19enne poi fermato per omicidio, era stato soccorso dal 118 e dalla Croce Rossa, che hanno tamponato una copiosa emorragia prima della corsa verso la shock room del pronto soccorso, dove gli è stato anche praticato il massaggio cardiaco. Una volta stabilizzato, aveva subìto un delicato intervento nel reparto di chirurgia toracica e trasferito attorno alle 16 in rianimazione. Ma non ce l’ha fatta.
«Subito il decreto»
Il ragazzo - originario di Fayyum, vicino Al Cairo, viveva alla Spezia con la famiglia da anni - è morto poco prima delle 20. Un fatto di sangue che ha sconvolto la realtà spezzina e ha provocato molte reazioni politiche. Il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni, leghista, ieri chiedeva «una riflessione su un ulteriore anticipo di queste utili e dettagliate norme sul divieto dei coltelli ai minori. Oggi è necessario e urgente affrontare il fenomeno dell’uso delle lame nella criminalità giovanile: va fatta una riflessione sulla possibilità di un decreto, affinché se ne anticipi l’entrata in vigore». E nelle ore dopo il ferimento fuori dall’ospedaliero decine tra famigliari, studenti, amici e docenti della scuola superiore hanno aspettato il bollettino medico in un’atmosfera di incredula apprensione.
Il diverbio
L’aggressione è avvenuta in un’aula della scuola che nell’Ottocento formava gli operai dell’arsenale marittimo e oggi offre corsi su allestimento degli yacht, pesca, moda e odontoiatria. L’aggressore sarebbe entrato in classe dopo le 11 brandendo il coltello con cui ha poi inferto la ferita, mentre gli altri alunni assistevano sotto shock. È stato fermato e interrogato in Questura dopo essere stato prelevato dai poliziotti. Si tratta di un 19enne, anch’egli di origine nordafricana, che frequenta lo stesso istituto. Gli inquirenti hanno raccolto alcune testimonianze nella scuola per ricostruire la cornice del gesto, che ha lasciato sconvolta tutta la comunità cittadina. Alcuni compagni hanno detto che il giovane, quando gli agenti gli hanno chiesto il motivo dell’aggressione, avrebbe confermato che «voleva ucciderlo». Altri ieri raccontavano di un dissidio nato giorni addietro per la rivalità per una ragazza. Ipotesi da verificare e al vaglio degli inquirenti, che analizzeranno i telefoni cellulari delle persone coinvolte. La polizia scientifica ha invece prelevato il coltello da cucina che l’aggressore avrebbe portato dall’esterno, probabilmente da casa. La Procura in queste dovrebbe formalizzare l’accusa nei suoi confronti. Potrebbe essere omicidio aggravato.
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