Incroci dove le precedenze sono affidate alla sola memoria dei residenti, cartelli di “stop” che giocano a nascondino e attraversamenti pedonali che, più che zebre, sembrano pantere nere. L’inverno ormai ce lo siamo lasciati alle spalle, ma le piogge no. Così, la naturale erosione della segnaletica orizzontale tracciata con vernice bianca è accelerata, trasformando stop e linee di demarcazione in geroglifici sbiaditi.
Non tutta colpa del maltempo però: tra cartelli inghiottiti dalla vegetazione incolta, pali piegati e segnaletica mutata da scritte e adesivi, la sicurezza stradale diventa un esercizio di riflessi. Da via Roma a viale Colombo, dagli attraversamenti in via Cornalias allo stop cancellato all’incrocio tra via Parraguez e via Premuda. La mappa della segnaletica “difettata” arriva ovunque ma l’amministrazione comunale «non resta ferma».
L’accordo quadro
L’assessore alla Mobilità, Yuri Marcialis, non cerca scuse ma punta il dito su una «condizione pregressa che si trascina da anni, fatta di contratti svuotati e risorse che consentivano solo interventi limitati e non una programmazione adeguata». La strategia per uscire dall’angolo ha però una data e una cifra: giugno e 21 milioni di euro (al netto di Iva). È il valore del nuovo accordo quadro, valido fino al 2028, che dovrebbe mandare in pensione la manutenzione «episodica» per far spazio a quella programmata. «Non siamo rimasti fermi», assicura Marcialis, citando i cantieri già aperti in via Dante e via dei Valenzani. «Anche in mesi complicati per il meteo, abbiamo dato priorità agli interventi più urgenti sulla sicurezza, a partire dai manti stradali in condizioni peggiori, intervenendo su assi importanti della città e su numerose strade di quartiere». Accanto a questi la segnaletica orizzontale resta una priorità, e promette: «Con il nuovo affidamento potremo rafforzare e rendere continuativa questa attività». Ma, mentre il Comune pianifica, il conto dei sinistri rischia di saltare.
Obbligo di manutenzione
Efisio Nocco, presidente regionale di Anapa – associazione nazionale degli agenti assicurativi – parla chiaro: l’ente corresponsabile per incuria «non è un mito», ma un rischio legale concreto. L’incuria ha un costo diretto per le casse pubbliche: «Il Comune ha l’obbligo di manutenzione. Se un cartello verticale è coperto dalla vegetazione, l’ente può essere dichiarato corresponsabile del sinistro e pagare risarcimenti importanti». Una materia complessa, che vede nella segnaletica sbiadita solo la punta dell’iceberg di un problema che affonda le radici nella tenuta stessa dei manti stradali. Sotto le strisce sbiadite c’è un asfalto ridotto allo stremo.
Il degrado
È un degrado strutturale che costringe gli automobilisti a pericolosi “slalom” di corsia per scansare le buche, aumentando paradossalmente il rischio di collisioni. «Quelli dovuti all’invasione di corsia – spiega Nocco – sono i sinistri più frequenti, aumentati esponenzialmente negli ultimi tempi e per cui le richieste di risarcimento pesano come macigni». Chiaramente «ogni sinistro ha una sua storia», e arrivare a dichiarare il comune parte della causa dell’incidente non è scontato. «Ma in linea di massima gli enti che non apportano adeguata manutenzione rischiano un concorso di causa per negligenza», conclude. Un circolo vizioso confermato da Carlo Demontis, di Generali assicurazioni: «Più incidenti quindi sinistri ci sono, più difficoltà avrà l’ente a farsi assicurare». Per i pedoni il rischio è ancora più alto: «Se qualcuno inciampa o cade a causa di un’insidia stradale documentata, tocca al Comune risarcire». E il paradosso è economico: «Il rischio è che il Comune arrivi a spendere più in premi e indennizzi per i pedoni caduti e per i sinistri stradali che per la manutenzione stessa». Una “tassa sull’incuria” che la città non può più permettersi.
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