Olbia.

Si sblocca il Piano anti alluvione 

Votato il regolamento che supera un Regio decreto vecchio di 122 anni 

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Rischiava di mandare a monte il piano che salvaguarderà la città dalla furia dell'acqua, fermato, in fase di istruttoria nell'ambito delle procedure di rilascio del parere di Valutazione di impatto ambientale, da una legge emanata 122 anni fa. Il Regio decreto numero 523 firmato nel 1904 da Vittorio Emanuele III è finito sul tavolo dei lavori del Consiglio comunale, convocato ieri per aggirare l'ostacolo che avrebbe impedito la realizzazione di quasi tutte le opere progettate nel piano Olbia e le sue acque, senza tenere conto del vincolo fluviale imposto dal Testo unico delle disposizioni di legge intorno alle opere idrauliche che (ancora oggi) disciplina gli interventi sui corsi d'acqua.

Il nodo

In assenza di un regolamento comunale che stabilisca prescrizioni diverse rispetto alla distanza di dieci metri dagli argini dei fiumi per la costruzione di manufatti, imposta dal Regio decreto, la fascia di edificabilità è stata modificata con una determina approvata in Aula, con i soli voti della maggioranza. Ridotta a quattro metri, considerato che la realizzazione del piano di mitigazione del rischio idraulico abbatte il rischio di esondazione dei canali, la distanza ritoccata consente al Genio civile di esprimere parere favorevole alle opere infrastrutturali progettate nel piano, che oltre a quelle idrauliche prevede anche opere di riqualificazione urbana, tra cui piste ciclabili a pelo d'acqua e parchi urbani.

Il sindaco

«È un ottimo risultato, ottenuto dopo varie interlocuzioni con il Genio civile di Sassari, per il piano che metterà in sicurezza la nostra città, in attesa della pubblicazione della Conferenza dei servizi decisoria da parte della commissione di Valutazione di impatto ambientale con il cui parere positivo possiamo dare il via al progetto», ha commentato il sindaco, Settimo Nizzi. La riduzione dei metri che vincolano l’edificabilità è estesa anche agli edifici già esistenti che a causa dell'allargamento dei canali dopo i lavori connessi al piano Olbia e le sue acque non risulteranno più conformi al vincolo stabilito dal Regio decreto. «Un esempio su tutti - ha detto Nizzi - è la scuola Maria Rocca, pesantemente colpita dal Ciclone Cleopatra, edificata a meno di dieci metri dalla sponda di un canale e su cui non si è potuto fare nessun intervento: con questa modifica si potrà intervenire dove serve». All'ordine del giorno dell'assemblea, anche un'operazione immobiliare: approvato all'unanimità un atto propedeutico per la destinazione di un immobile, costituito da undici appartamenti, all'edilizia popolare.

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