Capoterra.

Sei incendi in due giorni, ora è allarme 

La vice sindaca: «Come si può appiccare il fuoco col rischio di uccidere persone?» 

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Sei roghi in due giorni. Dopo gli incendi dolosi appiccati in diverse zone del territorio comunale, a Capoterra scatta l’emergenza e si intensificano i controlli da parte degli agenti della polizia locale e dei barracelli per evitare nuovi episodi.

I volontari

Le fiamme hanno minacciato soprattutto il centro abitato, dove è stata sfruttata la presenza dell’erba secca come carburante.

Ignazio Simone, comandante della locale compagnia barracellare, spiega quale sia il duro lavoro portato avanti nelle ultime quarantotto ore dai suoi agenti in collaborazione con i volontari del Grusap e dei vigili del fuoco: «Dopo le difficili giornate di lunedì e martedì, una nuova emergenza ci ha tenuto impegnati sino alle 3 del mattino di mercoledì in un terreno di via Teulada preso d’assalto per la terza volta dai piromani. La situazione è preoccupante, non sappiamo chi ci sia dietro a questi attentati che stanno mettendo in difficoltà la macchina dei soccorsi ma, soprattutto, minano la sicurezza dei cittadini. In collaborazione con la polizia locale siamo impegnati nelle indagini per risalire ai responsabili di quanto accaduto negli ultimi giorni».

Comune

La vice sindaca Silvia Sorgia si concentra sull’incendio scoppiato martedì pomeriggio nella zona di Santa Vittoria: «Il fuoco ha raggiunto l’abitazione di una famiglia e causato bruciature a due cani. Mi chiedo come si possa arrivare ad appiccare un rogo nel proprio paese, col rischio di uccidere persone. In questi ultimi giorni per fortuna tante persone si sono date da fare: oltre ai vigili del fuoco, agli agenti della compagnia barracellare e ai volontari delle associazioni, tanti cittadini non hanno esitato a dare una mano per evitare danni ben più gravi».

L’ordinanza

La vice sindaca inoltre rimarca il problema del mancato rispetto dell’ordinanza che impone ai privati di ripulire i propri terreni: «Purtroppo tanti residenti si ostinano a lasciare che crescano indisturbate sterpaglie e arbusti offrendo ai malintenzionati la possibilità di appiccare un incendio con estrema facilità».

Condominio

Giovanni Ruggeri, amministratore del condominio di Maddalena spiaggia e imprenditore che lo scorso anno a proprie spese aveva posizionato un vascone antincendio all’interno della sua proprietà, nel rogo di martedì pomeriggio ha visto andare in cenere il vigneto del suo agriturismo: «Quanto accaduto in questi giorni dimostra che occorre un piano di coordinamento tra tutte le forze antincendio per fronteggiare la minaccia degli incendi dolosi e, soprattutto, servono più vasconi d’acqua nel territorio per consentire ai mezzi di rifornirsi con rapidità».

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