Una lunga chiacchierata prima del match col suo ex braccio destro Nereo Bonato, ora ds del Modena, Tommaso Giulini ha poi seguito l’amichevole con gli emiliani dalla tribuna al fianco di Roberto Muzzi. «Siamo un cantiere aperto, abbiamo tanti giovani», la premessa del presidente del Cagliari ai microfoni di Sky Sport, durante l’intervallo. «Si iniziano a vedere le richieste del mister», ha tenuto a precisare per poi assicurare: «Cercheremo di rendere orgogliosi i nostri tifosi e dare tutto in ogni gara. Questo è quanto di più importante, dobbiamo lottare sempre».
Scenari
Sul mercato Giulini ha ribadito: «Stiamo cercando di tenere tutti i migliori, la cessione di Gaetano è stata sofferta, specie dopo il bel girone di ritorno fatto nel nuovo ruolo», ha ricordato. «Speriamo di tenere gli altri giocatori importanti che abbiamo in rosa e di poterne dare alla Nazionale, abbiamo tanti italiani che meritano la chiamata di questo nuovo ciclo». Alla domanda “chi vedrebbe bene in azzurro”, Giulini ha risposto così: «Mi piace dire un ragazzo appena arrivato al Cagliari, che abbiamo seguito per tanti anni, che deve scegliere ancora la sua Nazionale, ovvero Romano. Spero che la sua scelta sia l’Italia e non la Svizzera». Quando poi il giornalista gli ha chiesto se il caso Esposito è definitivamente chiuso, il patron rossoblù ha rilanciato: «Avrei risposto Esposito alla domanda precedente, perché credo che è il calciatore che si avvicina di più a una convocazione in azzurro. È un talento unico. Come ho detto a lui, se dovesse rimanere ancora un altro anno con noi e con il mister Pisacane, non solo si meriterà la convocazione in Nazionale ma può raggiungere numeri importanti».
Il punto
A fine gara, il commento di Fabio Pisacane che ha così tracciato un primo bilancio. «Sicuramente siamo in linea con quello che è il momento della stagione, cioè le prime settimane di lavoro. Abbiamo alzato la quantità dei chilometri percorsi a questo punto della preparazione, rispetto a un anno fa», ha spiegato, «lavoriamo basandoci sui dati della scorsa stagione, esplorando nuove idee e metodologie con l’obiettivo di migliorare e aumentare la capacità atletica durante l’annata e la condizione generale. Per questo avere le gambe pesanti oggi è più che normale». Sul centrocampo: «È il reparto in cui abbiamo cambiato di più. È la zona del campo che collega il nostro gioco e lì si concentra gran parte del lavoro. Quando si rinnova completamente un reparto serve una cura quasi maniacale. Sono contento perché tutti mi seguono alla lettera. Io non condanno mai l’errore tecnico, ma soltanto la reazione sbagliata all’errore». Sul caso Esposito: «Le questioni legate al contratto riguardano la società e il suo agente. Io voglio bene a Esposito, c’è un legame particolare e c’è affetto. Voglio che a parlare sia sempre il campo. Conosce i valori di questa maglia, chi la indossa sa che deve portare rispetto, senso di appartenenza e voglia ogni giorno». Infine sul difensore Kofler, in arrivo dal Sudtirol: «Ci darà una soluzione in più che volevamo fortemente e presto sarà con noi. Porta struttura, centimetri e fisicità. Ci ho parlato e mi ha colpito molto la sua voglia di vestire questi colori: questo è un aspetto che lo avvantaggia. Colgo l’occasione per salutare Wieteska e Veroli e augurare a entrambi il meglio per il futuro».
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