I progetti.

Sant’Elia, la rinascita dopo 50 anni 

Interventi su case popolari, piazze e Vecchio borgo: è il riscatto del quartiere 

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Le palme un po’ sbiadite e un po’ piegate decorano una delle sue piazze fatta di sterrato ed erba tisica fra i palazzoni, la gente affacciata ai balconi, alcuni “murati” in casa per via degli ascensori rotti da mesi (se non da anni), le fogne che (ancora) saltano. Sono cinquant’anni che di questo quartiere nato in una delle zone più belle della città nessuno (o quasi) si occupava: ma da quando, un anno fa, Comune e Regione hanno deciso di metterci mano Sant’Elia sta diventando metafora della rinascita civile e umana di una periferia bollata per anni come “difficile”. Da ieri la Regione (con l’agenzia Area) ha cominciato la riqualificazione di 265 alloggi popolari (su 1360), aggiungendosi ai lavori di rigenerazione che il Comune sta mettendo in campo in tutto il quartiere: nelle piazze, nelle strade, nel parco degli Anelli, nel porticciolo, nel lungomare, nel Vecchio Borgo. «Interventi attesi dagli anni Settanta», dice Massimo Zedda, «che contribuiranno a cambiare la prospettiva: un tempo si diceva che era necessario ricongiungere Sant'Elia alla città, ora sarà la città a voler frequentare ancora di più questa sua parte bellissima».

La novità

Il cambiamento passa anche (finalmente) dalle case popolari. Gli interventi di riqualificazione del patrimonio abitativo pubblico modificheranno l’immagine del quartiere. Facciate rinnovate, efficientamento energetico, rifacimento di pavimenti, bagni, scale, ballatoi, ascensori, rappresentano uno dei tasselli del processo di rigenerazione. La Regione, con Area, mette sul campo subito 4 milioni di euro per interventi su 265 dei 1.370 alloggi di sua proprietà. I palazzoni al centro dell’intervento sono quelli di piazza Silesu, 107 alloggi, piazza Falchi, 51 alloggi, e piazza Demuro, altri 107 alloggi. «Partiamo con i primi tre interventi nel quartiere», spiega l’assessore regionale ai Lavori Pubblici Antonio Piu. Obiettivo: «Ridare dignità all’abitare a ogni residente di Sant’Elia. Con il programma RinnovArea lo stiamo facendo in tutta l’Isola», aggiunge.

La rigenerazione

Ma, come detto, la rinascita di Sant’Elia non riguarda soltanto gli edifici. Grande attenzione è dedicata agli spazi pubblici: piazze, percorsi pedonali, aree verdi, il completamento del Parco degli Anelli, in corso, la riqualificazione del Vecchio Borgo, più avanti, l’apertura dell’ambulatorio pediatrico (con la Asl), quella del centro di quartiere, insieme al nuovo lungomare, lo stadio, il palazzetto, la nuova mobilità sono considerati elementi fondamentali in questo processo di ricucitura urbana. «Stiamo portando avanti da tempo una serie di riunioni tecniche», spiega l’assessora alle Politiche sociali Anna Puddu, che di Sant’Elia conosce i problemi ma anche la sua capacità di cambiare e diventare laboratorio (urbanistico e sociale) per la città. «È importante che gli interventi del Comune e quelli della Regione vadano di pari passo, in un lavoro congiunto che sta già dando i primi risultati in diversi settori». «Abbiamo aperto la Casa di quartiere, con spazi destinati alla socialità e alla cultura», sottolinea Zedda, «abbiamo il progetto per la messa in sicurezza della zona costiera, negli spazi oltre il campo sportivo del vecchio borgo e il faro. Ci sarà il porticciolo per la piccola pesca, nel rispetto delle tradizioni del quartiere: puntiamo a restituire servizi ma anche opportunità di lavoro agli abitanti». La scommessa dell’amministrazione è proprio questa: fare di Sant’Elia un laboratorio di rigenerazione urbana capace di coniugare infrastrutture, inclusione sociale e qualità della vita. Il cantiere è aperto.

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