Bene gli stanziamenti su questioni prioritarie come la sanità, ma nella variazione di bilancio da 750 milioni manca una visione strategica generale, quello che ci si sarebbe aspettati viste le ingenti risorse a disposizione. E ancora: sul caro carburanti che ha messo in ginocchio tante aziende, la Regione e il Consiglio devono far qualcosa. È, in estrema sintesi, la posizione di sindacati e associazioni agricole, ma anche del mondo delle cooperative e degli industriali emersa durante il primo dei due giorni di audizioni in commissione Bilancio dedicato alla manovra.
Sindacati
Ieri nel parlamentino non si sono presentati tutti i convocati. Chi ha disertato ha comunque trasmesso una nota. Con riferimento alla sanità, per il segretario della Cgil Fausto Durante, «se non si vuole rimanere solo alle buone intenzioni, gli interventi previsti dovrebbero inserirsi in un più ampio programma di investimenti e, soprattutto, in una nuova stagione di assunzioni di personale». È stato proprio il numero uno di Cgil a insistere sulla mancanza di visione: «Ci vuole un’idea della Sardegna e del suo futuro, un progetto che restituisca una prospettiva anche ai tanti giovani che decidono di partire in cerca di condizioni di vita e lavoro che qui oggi non trovano». Pierluigi Ledda della Cisl ha parlato di manovra «positiva nel suo complesso», Cristian Mudu di Ugl ha posto il tema della «necessaria stabilizzazione degli interinali che operano nella sanità sarda» e, sulla continuità territoriale merci, ha rilevato che «i costi sono sempre più elevati sia per i cittadini che per le imprese sarde, davvero è necessario che la politica intervenga». Un passaggio anche sulla società unica di gestione degli aeroporti: «La quota della Regione è troppo bassa. Secondo noi è necessario potenziare la presenza del pubblico con un pacchetto maggiore». Per Fulvia Murru della Uil, su industria, energia, innovazione e lavoro, «il provvedimento non è ancora all'altezza delle sfide che abbiamo di fronte».
Impresa e cooperative
In rappresentanza di Coldiretti c’era Giovanni Sechi che ha richiamato duramente sul tema dei costi della continuità territoriale delle merci, «ormai un problema che colpisce l’agroalimentare sardo portato le imprese verso costi obiettivamente insostenibili». Dai rappresentanti del mondo dell’impresa (Confindustria, Confapi, Confcommercio, Confesercenti, Cna, Confservizi e Confprofessioni) sono arrivate sollecitazioni per incrementare alcuni capitoli di spesa, in particolare sul fronte dell’abbattimento dei costi del trasporto merci e del caro energia e forte preoccupazione per la perdita di competitività dell’impresa manufatturiera a causa delle carenze infrastrutturali dell’Isola, il mancato avvio della continuità territoriale per le merci, l’elevato costo dell’energia: «Le nostre imprese hanno subito un incremento dei costi di trasporto che arriva fino al 45% la perdita di competitività rischia di essere irreversibile». E sulle difficoltà legate alle crisi geopolitiche ha insistito anche il sistema cooperativistico e del credito. «Come sempre accade durante le audizioni», ha dichiarato il presidente della commissione Bilancio Alessandro Solinas, «sono emerse osservazioni e proposte di miglioramento che rappresentano un contributo utile al lavoro del Consiglio regionale».
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