La festa.

Sagra del pesce, mai così tanti 

Oltre 10mila presenze, molti turisti: «Così valorizziamo Sant’Elia» 

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Il profumo del mare si mescola a quello del pesce appena fritto, mentre il sole scivola lentamente all’orizzonte e le lucine del Lazzaretto si accendono soffuse. La musica accompagna la serata, i sorrisi si rincorrono tra i tavoli. È quell’allegria contagiosa che solo il buon cibo e la bella compagnia sanno regalare. Così si chiude, nel migliore dei modi, l’ultima serata della Sagra del Pesce di Sant’Elia.

Il bilancio

È la sedicesima edizione. «Sarebbe stata la diciottesima se non ci avesse fermato il Covid», puntualizza subito Andrea Loi, presidente dell’associazione “Sagra del Pesce di Sant’Elia – Vecchio Borgo”, che organizza l’evento. Un’edizione da numeri record: «Quindici quintali tra muggini, spigole e orate, altrettanti di calamari, gamberetti e frittura di paranza. Ottocento chili di anguria, ottocento litri di vino bianco, oltre al pane casereccio». La manifestazione «è nata da un’idea di pochi amici seduti nel bar della piazza del quartiere – racconta Loi –. Volevamo fare qualcosa che valorizzasse Sant’Elia e da lì è iniziato tutto. È un quartiere bellissimo, spesso giudicato male, ma abitato da tanta bella gente». Lo dimostrano anche i 120 volontari impegnati nel fine settimana: mariti, mogli, figli, cognati, tutti insieme per mandare avanti la festa.

L’organizzazione

C’è chi sta dietro la griglia, chi le friggitrici, chi distribuisce il cibo o versa il vino. E poi tanti giovani che si muovono tra i tavoli della piazza. «Si sono addirittura offerti di portarci il piatto fino al tavolo – racconta una signora appena seduta –. Un’organizzazione eccellente».Tanti i residenti del quartiere, in prima linea per sostenere il progetto della sagra, ma anche quelli arrivati dal resto della città e persino da oltremare. «Abbiamo chiesto all’intelligenza artificiale quale fosse l’evento da non perdere – racconta Guido Tagliapietra, veneziano in vacanza in Sardegna con famiglia e amici –. Ci ha consigliato di venire qui e la realtà ha superato ogni aspettativa». A conquistare sono il cibo fresco, l’organizzazione, i prezzi e, soprattutto, l’atmosfera. E, in effetti, osservando la piazza sembra di sfogliare una cartolina.

Intanto sono le 20.30, il cielo si tinge di rosso e la fila al bancone continua ad allungarsi, pur rimanendo scorrevole. Merito dei tanti volontari dietro la griglia, tra cui Giorgio Ollano, 73enne, il più anziano del gruppo. «Anche se il fisico non è più quello di una volta – ammette –, essere qui è una grande emozione». Oltre a essere il veterano della squadra, Ollano è anche uno degli amici che diedero vita alla manifestazione. «È bellissimo vedere questa festa crescere anno dopo anno. Facciamo tutto per il quartiere, per la sagra e per migliorarci sempre. Siamo davvero soddisfatti». Manca soltanto una cosa per renderla perfetta: «I fuochi d’artificio, un sogno nel cassetto».

I volontari

«Tutto perfetto, eccezionale, economico. Una bellissima sorpresa», raccontano Giuliano e Grazia, arrivati da Milano. «L’anno prossimo non mancheremo». E concludono con un grande grazie rivolto ai volontari. «Per il quartiere questa è un’emozione unica. È la nostra casa e oggi la si respira fino in fondo». Il pensiero di Anna Pisanu, residente di Sant’Elia, corre anche ai tanti giovani costretti a partire per lavoro. «Rivederli qui, nella loro casa vestita a festa, è davvero emozionante. Giornate come questa dimostrano il valore di questo rione, che continua a lottare per far conoscere la sua vera identità». In sottofondo la musica continua a suonare, sul palco due giovani artisti del quartiere si preparano a esibirsi e la sagra prosegue, con lo sguardo già rivolto alla prossima estate.

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