La corsa

Il Palio di Fonni non tradisce 

In pista c’erano dodici angolarabi sardi, in sella anche Cianchino e Legno 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

«Attendevamo con orgoglio e tanta adrenalina questa 40esima edizione del Palio di Fonni», ammette Salvatore Nieddu, per tutti Nero, alla sua prima edizione da presidente della Società ippica fonnese. «Ebbene, tutto è andato per il meglio, siamo soddisfatti. Alla partenza c’erano 12 cavalli, rigorosamente angloarabi». Qualche nuvolone ha messo un po’ di apprensione, ma alla fine anche nella serata di ieri l’ippodromo in altura ha accolto un numeroso pubblico e offerto il consueto spettacolo. Ha regalato emozioni. L’ambita corsa da 32mila euro di montepremi è stata vinta da Stefano Saiu, per Anguillara Sabazia, su Plutonio da Clodia; secondo classificato Giuseppe Piccinnu, per Orune, in sella a Dokovic; terza piazza per il Comune di Fonni, con Andrea Cianciotto (Eroe de Bonorva); quarto posto, infine, a Gianluca Fais (Alghero) su Caracas Girl.

Corse in quota

Evento unico. È la gara più sentita perlomeno quando si parla di “galoppo agostano” in terra sarda. L’appuntamento fonnese si conferma tra le manifestazioni equestri più suggestive. Complici una lunga tradizione e quel contesto ambientale che non può lasciare indifferenti. L’ippodromo di San Cristoforo, ai piedi del Gennargentu, anche stavolta ha accolto i migliori fantini. Uno spettacolo imbastito sulla qualità dei partecipanti. D’altronde il Palio di Fonni, ribattezzato anche quello dei “Comuni”, ha visto fronteggiarsi i migliori cavalli angloarabi in circolazione. L’avvincente finale, sulla distanza di duemila metri, è stata preceduta dalle acrobatiche pariglie, eseguite tra gli applausi dai cavalieri locali. Quindi, da due batterie dall’alto tasso tecnico (sulla distanza di 1500 metri). Insomma, uno spettacolo dagli elevati contenuti. Ecco perché in migliaia hanno abbandonato le spiagge della costa e raggiunto l’impianto che sorge a pochi chilometri dal centro abitato.

Comuni in gara

Dodici fantini hanno preso parte all’evento. In rappresentanza di altrettanti Comuni, perlopiù isolani. Unica eccezione: Anguillara Sabazia, cittadina laziale rappresentata a Fonni dal fantino vincitore, Stefano Saiu. Questa è la base di un evento collaudato, come detto giunto alla 40esima edizione, dove le rivalità sportive si alimentano da decenni. Nel palio in quota i fantini sono spinti da prospettive insolite, le logiche mutano. Nell’anello di Fonni si corre per il prestigio delle varie comunità coinvolte. «Abbiamo assistito a delle gare stupende, in un luogo magico: soprattutto, abbiamo notato una grande passione per i cavalli e per l’ippica in generale», dichiara una coppia di turisti, giunta in montagna per l’occasione, dopo aver abbandonato le spiagge della costa orientale. Raffaele Maloccu, della Società ippica fonnese, aggiunge: «Era la corsa del “quarantesimo”, mi pare sia andata davvero bene. Ci tenevamo, in modo particolare, anche dopo la vittoria del nostro Riccardo Maloccu lo scorso anno».

Mezzosangue

È il cavallo adoperato nel celebre Palio di Siena. Quello della tradizione, vero vanto per gli allevamenti isolani. Si spiega anche così la presenza a Fonni di fantini dal passato glorioso, come “Cianchino” e “Legno”, testimonial di un’edizione da ricordare. «Correre con gli angloarabi per noi è stato un motivo d’orgoglio», confessa Raffaele Maloccu. «Ci siamo adeguati all’attuale normativa con enorme piacere. Disputare il Palio più importante dell’Isola con i nostri cavalli ci ha reso davvero felici».

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

Accedi agli articoli premium

Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?
Sottoscrivi
Sottoscrivi