Desulo.

Sa Cida Santa, i giorni della fede 

I riti della Passione condivisi con i turisti arrivati anche dalla Penisola 

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Verranno i giorni del dolore. Del silenzio, dei passi cadenzati a lume di candela. Notti di un tempo immobile, di segni, rituali e formule antiche. Desulo celebra i riti della Settimana Santa, l’espressione di una fede viscerale. Il paese si stringe intorno al cuore della sua religiosità e lascia che il visitatore ne intravveda il senso. Gesti, preghiere, colori. C’è tutta l’Isola nei ricami colorati, diventati simboli della ricorrenza, un paese intero si intreccia nei gesti delle sua vestali.

Dieci compagnie: sette consorelle per ciascuna, settanta Prioresse nel loro sacro ministero, custodi del tempo, alimentano il fuoco della tradizione. Colori e bellezza rendono manifesta e condivisa la festa. Hanno accolto con le palme l’arrivo di Gesù a Gerusalemme, vestiranno a lutto nel giorno più buio, per brillare al sole al suono della Pasqua. Scivolare verso il nero, morire, risorgere. Arrivano anche dai centri vicini per officiare il rito, essere partecipi. In modo che tutto sia perfetto.

Le parole

«La celebrazione sta assumendo visibilità che va oltre la nostra Isola. Investiamo in cultura e siamo lieti di offrire agli occhi del visitatori il nostro modo di essere devoti, attenti al mantenimento delle formule sacramentali di questo periodo», spiega il sindaco Gian Cristian Melis. Negli anni l’attenzione per i riti pasquali a Desulo è cresciuta a dismisura. «Un potente meccanismo di diffusione, spinto dai social, dai colori accesi, dalla forza di una narrazione senza pari», spiega il sindaco. I turisti vogliono vedere tutto, il paziente lavoro delle Prioresse, la vestizione, la preparazione delle candele, affidate alla maestria di Bailedda Pintore.

La domenica delle Palme ha portato in dono un tutto esaurito da incorniciare. Beneficiano anche i paesi vicini. «La macchina organizzativa gira da anni a pieno regime – dice la presidente della Pro Loco Alessandra Peddio – un meccanismo dove tutti hanno un ruolo importante, in primis i volontari. La nostra è devozione innata, mostriamo e condividiamo quel che abbiamo sempre fatto. Vogliamo che non si perda un gesto, una frase di quanto ci hanno tramandato i nostri antenati». Sostengono tanta energia il Comune, la Provincia, la Fondazione di Sardegna. Ma soprattutto la fede autentica di un paese intero.

Il programma

Venerdì 3, alle 19, il ritrovo di fedeli e Prioresse nella chiesa di Sant'Antonio abate. Si celebra la 'Passione Domini', con il rito de S'Iscravamentu (la Deposizione). Alla luce delle candele il corpo di Cristo viene portato in processione per le vie del paese fino alla chiesetta di Santa Croce. La sepoltura, S'Interru 'e Deusu. La veglia delle Prioresse sul corpo del Salvatore suggella il più più sacro dei riti. Domenica 5, il giorno di Pasqua, dalle chiese della Beata Vergine del Carmelo e di Santa Croce partono le processioni della Madonna e del Risorto, per incontrarsi in piazza De Gasperi. L’incontro tra Maria e il figlio risorto, S'Iscontra nella tradizione desulese. Le due processioni congiunte raggiungeranno la parrocchia. Solo allora sarà festa.

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