Misconosciuti e neanche pagati. La dirigenza medica dell’Aou si è trovata ieri in assemblea, in viale San Pietro, per denunciare l’ennesima criticità della sanità sarda. Ottocento dottori senza migliaia di euro che dovevano essere corrisposti per i premi di produttività e che sono invece fermi al palo. Lo stop viene dalla mancata certificazione dei fondi da parte del collegio dei revisori dei conti. «Un fatto gravissimo - attacca Paolo Dettori, segretario generale della Cgil Fp Nord-Sardegna - Siamo preda del degrado della burocrazia». Per i medici si tratta però di un doloroso dejà-vu. «Chiediamo all’Azienda - ricorda Franco Piredda, rappresentante sindacale Uil della dirigenza sanitaria- il riconoscimento delle voci degli stipendi accessori, soprattutto l'indennità di risultato, che dà oltre 15 anni non ci viene data se non in parte».
Numeri impressionanti poi relativi alle ore fatte in più per coprire la carenza di personale, anche queste finora gratuite. «Si va dalle 700 fino alle mille», rimarca Miriam Pastorino, segretaria regionale della Cgil Fp per i dirigenti medici e sanitari. Il burnout resta allora in agguato e l’uscita dal tunnel non si vede, pure per quanto riguarda i noti problemi di sovraffollamento. «Non si potrà resistere a lungo - sottolinea Augusto Ogana, segretario generale della Uil Fpl di Sassari-Olbia-Tempio – con le barelle nei corridoi e i reparti pieni. Ed è da anni che chiediamo una rivisitazione delle dotazioni organiche». Il prossimo passo è lo sciopero, anche per dare un segnale alla giunta Todde.
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