La celebrazione.

Al Colosseo la Via Crucis dedicata alla Terra Santa 

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Le ferite della Terra Santa saranno in primo piano nella Via Crucis al Colosseo presieduta da Papa Leone XIV, la sera del Venerdì Santo, il 3 aprile.

A scrivere le meditazioni, su richiesta del Pontefice, è stato padre Francesco Pattone, Custode di Terra Santa dal 2016 al 2025 e oggi nel convento sul Monte Nebo, in Giordania. I testi del rito non sono stati pubblicati ma è da attendersi che verranno richiamate le sofferenze del Medio Oriente, martoriato da anni di conflitti. Come anche risuoneranno le parole di Francesco d’Assisi, il santo della pace, del quale quest’anno ricorrono gli ottocento anni dalla morte. Sarà Papa Leone in persona a portare la croce in tutte le stazioni della Via Crucis.

Si tratterebbe di una prima volta per un Pontefice da quando, nel 1965, Paolo VI riportò questo importante rito della Settimana Santa al Colosseo, monumento simbolo del martirio dei cristiani. Giovanni Paolo II e Benedetto XVI hanno portato la croce, fino a quando hanno potuto, solo alla prima e all’ultima stazione. Papa Francesco presiedeva il rito dal colle Palatino e negli ultimi anni, a causa di problemi di salute, non era neanche presente. Per quanto riguarda invece il Giovedì Santo, la messa in Coena Domini, quella della tradizionale lavanda dei piedi, torna nella basilica di San Giovanni in Laterano, e vedrà come “apostoli” – le persone alle quali il Papa laverà i piedi in memoria del gesto compiuto da Gesù – dodici sacerdoti. Si torna dunque alla tradizione dopo le scelte di Papa Francesco che aveva prediletto per questa importante celebrazione del Triduo pasquale luoghi di sofferenza, come carceri o centri migranti.

Intanto da Gerusalemme arriva la conferma che l’incidente del Santo Sepolcro è rientrato. «C’è stata una incomprensione con la polizia domenica ma dopo i contatti con le autorità, siamo arrivati a un accordo per cui le celebrazioni della Settimana Santa verranno celebrate a porte chiuse, con un ristretto numero di persone», ha detto il cardinale Pierbattista Pizzaballa in una conferenza stampa insieme al Custode di Terra Santa Francesco Ielpo. Pizzaballa ha poi fatto notare che la situazione in Libano e in Siria è anche peggiore. E infatti è di queste ore l’annuncio che le Chiese siriane hanno dato indicazioni di non svolgere riti all’aperto.

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