Frequenta la prima media, sogna di diventare maestro di matematica durante la settimana e pilota di Formula 1 nel tempo libero. È un esperto di curve, tracciati e case automobilistiche, oltre che di numeri e calcoli veloci. Si chiama Ruben Gioele Timpanaro, ha 11 anni, ed è il nuovo campione mondiale di matematica.
Il premio
Il piccolo studente della scuola Sacro Cuore Ludum ha conquistato il prestigioso “Outstanding Pearson Learner Award” come “Highest Mark in the World”, ottenendo, in quinta elementare, il punteggio più alto al mondo negli esami internazionali “Pearson Edexcel iPrimary in Mathematics”. Un traguardo che lo ha portato a superare migliaia di studenti provenienti da oltre 50 Paesi, distinguendosi – oltre per le sue capacità matematiche – anche per la padronanza della lingua inglese. Una vera eccellenza internazionale: il Pearson Award è infatti considerato una sorta di “Oscar” per le scuole che seguono il curriculum britannico internazionale.
«Quando abbiamo ricevuto la mail con il risultato di Ruben siamo rimasti davvero sbalorditi – commenta Claire Elizabeth Wallis, coordinator Primary dell’istituto Ludum, appena di rientro da un viaggio studio a Londra –. Questo premio è una soddisfazione enorme per tutti noi».
Il talento
L’insegnante parla di lui come un esempio di «talento e impegno», ma dietro il piccolo campione c’è soprattutto un bimbo curioso, dolce e pieno di entusiasmo. «A poco più di tre anni già faceva i primi calcoli», racconta Giuseppina Maria Monni, mamma di Ruben, ancora emozionata. «Chiedeva alle persone quanti anni avessero e poi, andando a ritroso, calcolava da solo la loro data di nascita». Alla materna si divertiva a trovare medie tra numeri e soluzioni alternative ai problemi mentre imparava per gioco le tabelline. Notate le sue capacità, i genitori hanno scelto per lui la Ludum, scuola bilingue dove molte materie vengono insegnate in inglese già dall’infanzia.
Quando ha scoperto di essere arrivato primo al mondo «saltellava come un canguro – sorride la madre –. Io invece ancora mi commuovo». E Ruben? «È un bambino ingenuo e dolcissimo». Del resto, per lui quell’esame era solo una prova normale: «Perché sono bravo in matematica», ha detto con semplicità (e con un inglese da far invidia). La madre poi conclude con una riflessione dal cuore: «In tanti mi hanno consigliato di fargli fare un test del QI, ma ho sempre preferito evitare. Non voglio che venga etichettato. Voglio che resti libero e ingenuo. Prima di tutto deve imparare a vivere».
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