La crisi

Roma-Madrid, la tensione resta alta 

La Spagna: il Governo Meloni «non è all’altezza». Gli Usa: l’immigrazione sta uccidendo l’Europa 

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Bruxelles. Raffreddare la temperatura, riportando sui tavoli Ue i concetti dell’unità e della solidarietà. Alla vigilia del vertice dei ministri dell’Interno su Ceuta, Ursula von der Leyen e la presidenza di turno dell’Unione si sono mosse in stretto coordinamento per cercare di frenare una crisi che, da migratoria, è diventata in breve tempo politica mentre dall’altra parte dell’oceano torna a cavalcare l’emergenza anche Donald Trump: «L’immigrazione sta uccidendo l’Europa». In una lettera al premier spagnolo Pedro Sanchez la presidente della Commissione ha messo nero su bianco che l’Ue è al fianco di Madrid. Intanto, in Spagna è stata aperta un’inchiesta su una azione coordinata di gruppi criminali.

Lo strappo

Il tentativo di riappacificazione è riuscito a metà. Lo strappo tra Italia e Spagna appare profondo e rischia di avere ripercussioni sui principali file europei del prossimo autunno. Il governo Meloni sulla crisi di Ceuta «non è stato all’altezza», è stato il nuovo attacco sferrato da Madrid a Roma. A riportare in auge l’attrito, questa volta, è stato il ministro degli Esteri iberico José Manuel Albares. La replica dell’Italia, da un punto di vista governativo, è stata prima affidata al Viminale che ha ricordato come con il governo Meloni gli sbarchi abbiano registrato «un calo del 55% rispetto all’anno scorso e di circa l’82% sul 2023». «Al ministro degli Esteri spagnolo non rispondo io, ma i numeri, frutto di un duro lavoro, di accordi bilaterali con otto Paesi di origine e transito che oggi promuovono flussi migratori regolari e sicuri e contrastano il traffico di esseri umani», ha poi rincarato la dose il ministro degli Esteri Antonio Tajani.

Il vertice

Alla riunione dei Rappresentanti Permanenti dei 27, a fare da apripista all’incontro è stata la lettera con cui von der Leyen ha risposto alla missiva partita dalla Moncloa sabato. «La migrazione è una sfida europea, che richiede una riposta europea. E per questo la solidarietà è fondamentale», ha rimarcato von der Leyen, tracciando la strada per lavorare su cinque priorità: prevenire gli arrivi degli irregolari attraverso la cooperazione con i Paesi terzi; rafforzare i confini esterni; attuare i sistemi di allerta precoce; smantellare le reti di trafficanti; rafforzare i rimpatri. Priorità che sono state concordate durante la riunione del Coreper II, nella quale - hanno spiegato fonti diplomatiche Ue - è stata registrata «una forte solidarietà» nei confronti di Madrid. E non si è fatta attendere la riposta diplomatica dell’Ue alle accuse piovute dalle destre europea e americana mentre il tycoon ha attaccato: «Due cose stanno uccidendo l’Europa: l’immigrazione e l’energia».

Gli hub

Alla riunione degli ambasciatori dei 27 l’Italia ha messo sul tavolo quello che potrebbe essere un tema portante del prossimo autunno: gli hub extra-Ue. Se ne parlerà alla riunione dei ministri dell’Interno dell’Ue, allargata ai Paesi Schengen. E sarà al centro del vertice Ue di ottobre. Il governo Meloni arriva alla videocall straordinaria dei ministri degli Interni, deciso a trasformare il modello Albania in un «approccio europeo»: fare uscire gli hub dalla logica dell’eccezione per renderli un tassello stabile del nuovo Patto su migrazione e asilo, sostenuto da accordi con i Paesi terzi e da una protezione più robusta delle frontiere esterne. Dopo aver notificato lo stop temporaneo di Schengen, Matteo Piantedosi porterà al tavolo dei Ventisette un pacchetto che punta anche sul rafforzamento di Frontex e dei partenariati economici - una rete di «piccoli Piani Mattei» - per indurre alcuni Paesi terzi a ospitare i centri in cambio di cooperazione e investimenti, con il possibile sostegno del Global Gateway europeo. Un quadro su cui incidono le ultime sentenze della Corte di giustizia Ue, attente alla tutela dei diritti dei richiedenti asilo senza però precludere l’esternalizzazione delle procedure.

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