Cresce la vicinanza da parte di istituzioni, singoli cittadini e rappresentanti della società civile, a sostegno dei due ricercatori dell’Ingv, Carlo Giunchi e sua moglie, colpiti dal raid incendiario che sabato notte ha distrutto le loro auto parcheggiate nel giardino di quella che da qualche settimana era diventata la loro casa a Lula.
«A nome dell’intero Istituto desidero esprimere la mia vicinanza ai colleghi – dichiara in un messaggio fatto pervenire alla stampa il presidente dell’Ingv Fabio Florindo in merito all'attentato incendiario -. Quanto accaduto ci colpisce e ci sorprende. In questi anni abbiamo sempre trovato a Lula una comunità disponibile al dialogo e istituzioni che hanno sostenuto il nostro lavoro, siamo convinti che un gesto così grave non rappresenti il territorio né le persone con cui abbiamo costruito un rapporto di fiducia. Da parte nostra - conclude Florindo - resta immutata la volontà di proseguire con lo stesso impegno le nostre attività scientifiche». Sulla stessa lunghezza d’onda il messaggio dell’Istituto nazionale di fisica nucleare e dell’Istituto nazionale di astrofisica che esprimono ai colleghi colpiti e all’Ingv piena solidarietà e profonda vicinanza, confidando nel lavoro delle autorità competenti affinché «il contesto e le motivazioni del grave gesto possano essere presto chiariti - si legge nel comunicato -. Le comunità scientifiche di Infn e Inaf desiderano ribadire la loro piena volontà di impegnarsi per una ricerca al servizio della collettività, sentimenti questi, condivisi dal ministro Anna Maria Bernini, che segue con attenzione il caso».
«Nessuna intimidazione fermerà l’Einstein Telescope», dice il deputato Pietro Pittalis, che a nome suo e di Forza Italia esprime solidarietà e vicinanza ai ricercatori vittime dell'atto intimidatorio. «A loro – si legge nel comunicato - va il nostro sostegno, insieme alla gratitudine per il lavoro che svolgono al servizio della ricerca e del futuro della nostra Isola. Lula è una comunità seria e laboriosa che non può essere identificata con l’azione di qualche sconsiderato. La Sardegna è terra di accoglienza. La violenza e le intimidazioni non fermeranno un progetto che rappresenta una straordinaria occasione di crescita. La risposta della Sardegna sarà quella della legalità, dell’unità e del sostegno convinto alla ricerca dimostrando così di meritare di ospitare l’Einstein Telescope».
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