Un’azione insistita per causare il disastro nella zona tra il Mater Olbia e l’area immediatamente a ridosso degli insediamenti del Lido del Sole e Le Saline. Questo è l’obiettivo (non raggiunto grazie alla macchina antincendio regionale) delle persone che per tre volte hanno appiccato le fiamme sulla Statale 125 alle porte di Olbia. Il Corpo Forestale ha già trasmesso alla Procura di Tempio una prima informativa su quanto avvenuto nel territorio della città gallurese a partire dall’11 luglio. Stando a indiscrezioni ci sarebbe la prova della presenza ricorrente di persone e auto individuate dagli investigatori, nelle giornate dell’11, 20 e 23 luglio. Le fiamme sono sempre partite, grossomodo, dalla stessa zona, in prossimità del Mater Olbia. In un primo momento era stata presa in considerazione l’ipotesi di cause accidentali, invece le indagini stanno confermando la matrice dolosa dei roghi.
Gli investigatori dell’Ispettorato forestale di Tempio e della Stazione del Corpo Forestale di Olbia hanno sentito diverse persone. La polizia giudiziaria ha delle immagini che vengono esaminate e valutate. I tre incendi hanno causato danni ingenti e i costi delle operazioni di spegnimento sono stati altissimi, è stato sempre richiesto il supporto di Canadair ed elicotteri. Nella giornata dell’11 luglio, inoltre, l’aeroporto di Olbia è stato chiuso per qualche ora a causa del rogo. I costi saranno tutti a carico delle persone che dovessero essere ritenute responsabili dei tre incendi. La Procura di Tempio ha ricevuto anche una relazione del Corpo Forestale (con costi altissimi dello spegnimento, dieci giorni di lavoro) per il rogo (partito da una linea elettrica) di Monti Russu (Aglientu).
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