Regione

Manovra, per i Comuni e i lavori pubblici c’è oltre mezzo miliardo 

Stanziati cinquanta milioni in più  per il fondo unico degli enti locali  

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Dopo la sanità che vale un miliardo di euro ci sono i lavori pubblici (350 milioni circa) e gli enti locali. Per Comuni, Unioni di Comuni, Province e Città metropolitane nella variazione di bilancio da due miliardi è autorizzata la spesa di oltre 200 milioni di euro. Con una mole simile di risorse non poteva non essere aumentato il fondo unico degli enti locali: cinquanta milioni in più per il 2026. E così sono due gli articoli approvati ieri dall’Aula (mercoledì scorso il via libera a quello su sanità e politiche sociali). Oggi il Consiglio non si riunirà, la seduta è riconvocata per lunedì e la maggioranza ha l’obiettivo molto ambizioso di licenziare la manovra martedì, anche se si dovesse finire a tarda sera.

Interventi

Nel capitolo degli Enti locali ci sono altri 92,5 milioni per le Province di Nuoro (42,2) e Nord-est Sardegna (17) e per la Città Metropolitana di Sassari (33,2). Serviranno a supportare gli enti in questione nella salvaguardia dei rispettivi equilibri finanziari in attesa della ridefinizione dei rapporti con lo Stato. Ulteriori 39 milioni (29 per il 2026 e 10 per il 2027) saranno destinati ai Comuni che presentano il fondo di solidarietà nazionale negativo: significa che il loro contributo al fondo supera di gran lunga le risorse a loro destinate, e quindi hanno il bilancio in perdita. Un problema che accomuna 32 Comuni, diversi in Gallura: è il caso, per esempio, di Olbia (in deficit di 5,2 milioni), di Arzachena (meno 7,2 milioni), Loiri Porto San Paolo (meno un milione). Ancora: otto milioni a beneficio dei Comuni ma da destinare alle sedi delle stazioni del Corpo forestale,per riqualificarle e metterle in sicurezza così da garantirne l’operatività, e quindici milioni per la rigenerazione urbana. E sempre nello stesso articolo è compresa la ricapitalizzazione di Arst per un valore di 35 milioni di euro. Sul fronte del contrasto allo spopolamento, ieri è passato un emendamento di maggioranza per autorizzare la spesa di sei milioni per rafforzare l’assistenza sanitaria nei Comuni con meno di cinquemila abitanti. Come? Riconoscendo un rimborso a medici di base e pediatri di libera scelta che aprono o mantengono un ambulatorio (800 euro mensili per l’affitto del locale per un massimo di cinque anni). Tante risorse e qualche critica dal centrodestra. «Mi sarei aspettato una maggiore attenzione per il comparto unico – ha dichiarato Alberto Urpi (Sardegna al centro 20Venti) – perché gli enti locali necessitano di una struttura organica robusta per gestire la grande mole di risorse di questa variazione».

Politiche sociali

Restando in materia di sanità e politiche sociali, il presidente di Abc (associazione bambini cerebrolesi) Italia Marco Espa ha parlato di grandi risultati raggiunti «per tutti i sardi con disabilità» grazie alla variazione di bilancio all’esame del Consiglio. Espa si riferisce a due emendamenti approvati dall’Aula: uno da dieci milioni per potenziare i piani personalizzati 162 per le persone con disabilità grave («le fasce di finanziamento erano ferme dal 2010»), l’altro da 45 milioni per rafforzare il programma “Ritornare a casa Plus”. «Con questi finanziamenti – ha aggiunto – la Sardegna resta prima in Italia per entità di investimenti (oltre un miliardo in tre anni) a favore delle persone disabili».

L’assessore

Quanto ai lavori pubblici, dei 350 milioni stanziati al netto degli emendamenti, ha ricordato l’assessore Antonio Piu, «130 sono destinati alle strade provinciali, un capitolo cospicuo sulle manutenzioni ordinarie per seimila chilometri di strada di proprietà delle province, 45 milioni per la galleria Correboi, un’opera strategica per il Nuorese e l’Ogliastra, 18 milioni per la portualità, oltre cento milioni ai Comuni per opere di urbanizzazione, cioè per una serie di attività previste dopo i bandi fatti nei primi due anni di governo e che finalmente consentiranno agli enti di metter fine ad annose vicende».

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