Sfregio all’area marina protetta del Parco nazionale dell’Asinara, un paradiso violato nei giorni scorsi da fuochi accesi per bruciare rifiuti, abbandono di plastiche e camion dell'immondizia nella zona a tutela integrale. I carabinieri della stazione dell’isola nell’attività di pattugliamento hanno riscontrato tre gravi violazioni ambientali al Regolamento dell’Ente, comportamenti dannosi per il delicato ecosistema.
In un cantiere edile, operativo nella località Tumbarinu, è stato rilevato che i responsabili accendevano fuochi per smaltire rifiuti in maniera abusiva, senza alcuna autorizzazione del Parco e in un’area particolarmente sensibile, usata come deposito incontrollato di rifiuti e materiali-reti, plastiche e bottiglie di vetro- abbandonati sul suolo con rischio di inquinamento e pericolo per la fauna selvatica, facile vittima di ingestione e intrappolamento. Nella zona “A”, di assoluto divieto di accesso, un mezzo autocompattatore, della ditta incaricata al servizio di igiene urbana, si è introdotto senza autorizzazione, finendo impantanato nel fango e rischiando di compromettere l’habitat con manovre e tentativi di rimozione non consentiti dalla regole del parco. Nel terreno dove sono presenti specie protette è stato rinvenuto un buco profondo.
La violazione di tali norme prevede sanzioni fino a mille euro, stabilite dall’Ente Parco che, tramite il direttore, potrebbe revocare o sospendere i permessi ad operare nell’isola e ordinare il ripristino integrale dell’area a spese del responsabile.
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