Uno sparo e quattro arresti. Sono finiti ieri in carcere Alessio e Fabio Levanti, insieme a Luca Silanos, accusati di concorso in detenzione abusiva di arma da fuoco e ricettazione. Tre nomi che si aggiungono a quello di Giovanni Maninchedda che, lo scorso 19 gennaio, esplose un colpo di pistola proprio contro Silanos dal piazzale del suo autosalone a Predda Niedda sulla strada 23. Gesto che, dopo due settimane di latitanza, gli guadagnarono l’accusa di tentato omicidio e la permanenza a Bancali, dove ora è stato raggiunto dagli altri tre ma con il divieto d’incontro.
Fin dall’inizio la prima difesa, qualificò la deflagrazione, che causò alla vittima un’operazione al femore, come legittima difesa. A confermarlo ci sarebbero i video, ripresi dall’esterno del “Auto usate e plurimarche” consegnati dagli avvocati, che inquadrerebbero Silanos giungere sul posto, seguito dai Levanti con una seconda auto, e avvicinarsi a Maninchedda nonostante quest’ultimo gli intimasse più volte di andarsene. Poi lo sparo e l’arrivo dei fratelli, uno dei quali impugnerebbe a sua volta una pistola.
Le nuove accuse
Arma che, si suppone, abbia sostanziato l’accusa che adesso la Procura e il pubblico ministero Paolo Piras rivolge al trio, arrestato dai carabinieri, offrendo così un altro aspetto all’episodio di quasi due mesi fa. Scaturito, sembrerebbe, oltre che da vecchie ruggini, anche da un pesante alterco che avrebbe avuto luogo, il giorno prima dello sparo, al centro commerciale Tanit dove sarebbero volate reciproche minacce tra Maninchedda e alcuni protagonisti della vicenda. E intimidazioni sarebbero state pronunciate pure dopo il ferimento del 44enne, in direzione del “pistolero”, il quale nei momenti successivi aveva preso il volo alla guida di una autovettura. A inizio febbraio si era poi costituito in caserma, riferendo la sua versione sui fatti e dando anche indicazioni su dove ritrovare la pistola, una calibro 9, da cui sarebbe partito il colpo. Intanto per Silanos e i Levanti si aggiunge un ulteriore procedimento oltre quello che li vede accusati di tentato omicidio nei confronti di Ugo Poggi, ferito con un martello nel luglio di due anni fa, e di cui si dovrebbe tenere un’udienza in tribunale oggi. A difendere Silanos l’avvocato Lorenzo Galisai mentre Alessio Levanti è assistito dai legali Marco Palmieri e Paolo Spano, e Fabio dall’avvocata Anna Maria Santoru.
RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati
Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.
• Accedi agli articoli premium
• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi
