Il focus.

Ragazzi in fuga, così la città invecchia 

Dal 2002 l’età media è aumentata di sette anni passando da 43,8 a 50,8 

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Cagliari è una città che invecchia rapidamente. La popolazione anziana è in crescita, tanto che l'età media dei suoi abitanti supera i 50 anni (per la precisione 50,84), la più alta tra i capoluoghi di provincia italiani o in città con oltre diecimila abitanti. Di contro la natalità è bassa e i giovani, soprattutto a causa degli affitti improponibili, sono costretti a cercare casa nei centri dell’hinterland, sempre più lontano dal capoluogo.

Trend negativo

Non è sufficiente l’aumento dei cittadini stranieri, nel capoluogo della Sardegna continua il trend negativo del numero di residenti. L’Atlante demografico del Comune scatta una fotografia impietosa e preoccupante. E il futuro non si annuncia per niente confortante, perché il saldo tra nati e morti è sempre più negativo. Non solo, chi potrebbe avere la buona volontà e l’audacia per mettere su famiglia viene scoraggiato dall’aumento dai costi delle abitazioni che, specialmente nei quartieri del centro storico, vengono utilizzate come b&b, togliendo spazi vitali al tessuto cittadino.

Spulciando tra le tavole demografiche, vengono alla luce aspetti inquietanti. Il capoluogo in 20 anni è invecchiato di 7: nel 2002 l’età media era 43,8; nel 2024 50,8. Declinando i dati, salta alla luce quello che sta succedendo nel quartiere di Sant’Elia, da dove i giovani se possono scappano o non fanno figli. Ebbene, il rione popolare è quello che è invecchiato di più in città. Nello steso periodo di tempo gli abitanti sono più anziani di 16 anni (34,9 anni nel 2002; 50,5 nel 2024).

L’età media più alta la registriamo a Mulinu Becciu (54,57) e al Quartiere Europeo (54,45), mentre la più bassa a Barracca Manna (46,10) e Is Corrias (47,02).

Il decadimento

I figli impegnati nel lavoro, un matrimonio, in molti casi, andato a rotoli e la tecnologia che, sembra un paradosso, isola dal mondo. Per chi ha più di 65 anni il rischio di “ammalarsi” di solitudine è sempre più alto. In città gli over 65 sono 44.560 (il 29,94%), di cui 24.087 (il 16,18%) ultrasettantacinquenni. Isolamento e abbandono che causano gravi decadimenti fisici e mentali. Non esistono soluzioni magiche, l’unica arma è coinvolgere gli anziani facendo fruttare il loro immenso bagaglio di esperienza.

Bisogna fare in fretta, l’Atlante demografico di Cagliari registra un saldo negativo tra nascite e morti sempre più ampio.

Le soluzioni

Il Comune dovrebbe avere un ruolo fondamentale per non far scappare i giovani e per favorire l’invecchiamento attivo. «Vogliamo dare gambe all’ufficio interassesoriale delle Politiche familiari», afferma Anna Puddu, assessora al Benessere dei cittadini. «Stiamo cercando le soluzioni per calmierare i canoni, soprattutto per le giovani coppie che non possono permettersi di pagare un mutuo o, nonostante il doppio stipendio, l’affitto. Siamo concentrati anche sulle politiche sulla natalità, considerando che oggi si diventa mamme sempre più tardi». Come, in pratica? «Stiamo realizzando abitazioni a canone calmierato in via Donizetti e in via Monsignor Piovella». C’è poi il discorso dell’invecchiamento attivo. «Con la conclusione dei lavori nell’ex Casa delle madri, in via Paoli, offriremo spazi confortevoli di socializzazione ad assegnatari di case popolari di 90 metri che vivono da soli. In cambio, queste abitazioni saranno assegnate a famiglie con figli che ne hanno bisogno».

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