Castello.

Porte chiuse dopo i lavori, la telenovela senza fine della scuola Attilio Mereu  

Denuncia del consigliere di minoranza Secchi: L’abbandono sta minando il bene monumentale 

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«La scuola Attilio Mereu è un gioiello dimenticato a rischio di occupazione abusiva». A lanciare l’allarme sullo storico edificio scolastico sito nell’area tra viale Regina Elena e via Ubaldo Badas, di fronte ai Giardini Pubblici, è il consigliere comunale Ferdinando Secchi (Lega - Anima di Sardegna) che lancia anche un accorato appello al sindaco Zedda e alla sua Giunta: «Non possiamo permettere che un simbolo della nostra storia architettonica diventi l'ennesima “terra di nessuno. Il Comune deve fare il possibile per prevenire occupazioni abusive e atti vandalici».

Chiusa e abbandonata

La scuola, capolavoro dell’architettura razionalista degli anni ’30 - ristrutturata, eppure ancora chiusa, inutilizzata e già in abbandono – versa in stato di preoccupante vulnerabilità. «Nonostante l’approvazione del nuovo progetto di fattibilità nel 2024 per la trasformazione in polo per l’infanzia e parco pubblico – denuncia Secchi – il sito è esposto al rischio concreto di nuove occupazioni abusive e atti vandalici. Recentemente sono state infatti segnalate falle nella recinzione e varchi nel cantiere, situazioni che hanno richiesto interventi e solleciti alla Polizia Locale». Il timore dei residenti della zona è che l’edificio torni a essere teatro di degrado, vanificando così gli sforzi di riqualificazione finora compiuti. Le criticità sono tante e chiediamo pertanto interventi urgentissimi – riprende Secchi – si va dalla presenza di accessi non protetti che facilitano l’ingresso di estranei, rendendo la struttura un potenziale rifugio per occupazioni illegali che metterebbero a rischio l’integrità del bene monumentale, fino al degrado degli spazi esterni e all’incuria che stanno minando la bellezza di un’opera che al contrario dovrebbe essere il fiore all’occhiello del quartiere e della città». L’auspicio è che siano blindati i varchi e rinforzate le recinzioni e che sia incrementato il monitoraggio attraverso pattugliamenti costanti ed eventuale installazione di sistemi di videosorveglianza temporanei.

L’assessora

«Stiamo cercando di reperire le risorse per completare l'area esterna e poterla così aprire», ha fatto sapere l’assessora alla Pubblica istruzione, Giulia Andreozzi. «L’edificio è stato interamente ristrutturato con fondi vincolati alla realizzazione di un asilo nido. E contiamo di farlo entro il 2026. Mi piacerebbe che diventasse un vero e proprio luogo destinato all'infanzia, con laboratori per i genitori e percorsi per famiglie».

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