Dopo gara.

Pisacane si gode il momento 

«Sono orgoglioso di questi ragazzi, mai abbassare la tensione» 
Cagliari's coach Fabio Pisacane during the Italian Serie A soccer match Bologna FC vs Cagliari Calcio at Renato Dall'Ara stadium in Bologna, Italy, 3 May 2026. ANSA /ELISABETTA BARACCHI
Cagliari's coach Fabio Pisacane during the Italian Serie A soccer match Bologna FC vs Cagliari Calcio at Renato Dall'Ara stadium in Bologna, Italy, 3 May 2026. ANSA /ELISABETTA BARACCHI
Cagliari's coach Fabio Pisacane during the Italian Serie A soccer match Bologna FC vs Cagliari Calcio at Renato Dall'Ara stadium in Bologna, Italy, 3 May 2026. ANSA /ELISABETTA BARACCHI

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«Sono orgoglioso di questi ragazzi». Sembra una di quelle dichiarazioni pre-compilate che si sentono a ogni fine partita. E invece no: Fabio Pisacane lo dice col cuore e se leggete le dichiarazioni dei calciatori rossoblù nella sala stampa del Dall’Ara, questo rispetto è ricambiato con gli interessi. Ma c’è anche la partita da commentare: «Per quanto prodotto nel primo tempo resta un po’ di amaro in bocca, dispiace non avere concretizzato ma oggi guardo il bicchiere mezzo pieno e vedo tante cose buone. Mi porto a casa un’ottima ripresa – dice Pisacane – rispetto ad altre trasferte come le ultime due, la squadra ha capito che per salvarsi contano i dettagli, siamo una delle poche squadre ad avere costretto il Bologna ad avere un xG molto basso». il suo collega gli ha spedito affettuosità: «Ringrazio Italiano per le belle parole, mi danno grande fiducia e voglia di lavorare sempre meglio per il futuro. L’anno scorso entrambi abbiamo vinto la Coppa Italia in rossoblù, una bella fatalità e curiosità che fa sorridere».

Il percorso

Pisacane ripercorre la stagione. «Se penso da dove siamo partiti e alle difficoltà nel percorso dico che sono orgoglioso di questi ragazzi, che anche oggi sono andati oltre tutto, a cominciare dall’avversario che ha qualità e quantità». E ribadisce: «Sono orgoglioso di questo gruppo, ragazzi con una forza d’animo fuori dal normale. Questa forza ci ha permesso di arrivare sin qui, come ho detto sempre ora dobbiamo continuare fino alla fine con voglia e fame e serietà che ci contraddistingue per raggiungere finalmente l’obiettivo».

Le ultime due: «Prima dell’Atalanta avremmo firmato per fare 4 punti in due gare, siamo senza dubbio cresciuti tutti, chi entra gioca sempre in modo egregio, significa che il gruppo è forte, unito, con valori tecnici e umani».

Pisacane su Pisacane
«Cerco di essere sempre me stesso, so che talvolta qualche mia parola può essere dura al fine di provocare, stimolare, ma credo che i ragazzi, specialmente i giovani, abbiano bisogno di mantenere l’autostima alta». La stagione: «Noi siamo arrivati in alto, con tre vittorie di fila, ottenuto un bel margine e poi ci siamo un po’ fermati. Significa che la fame deve esserci sempre, non puoi mai abbassare la tensione, ma la squadra ha reagito e lavorato molto, sono convinto che ognuno di loro alla fine della stagione potrà essere orgoglioso».

La fiducia: «Ci siamo presi dei rischi, la società nello scegliermi e io nel lavorare con tanti giovani e in tante avversità. Scavalliamo questo anno e poi indipendentemente da Pisacane o un altro allenatore, resta il lavoro per costruire un futuro roseo».

I tifosi: «So che vorrebbero vincere sempre e avere sempre di più, ma venire qui a Bologna con due attaccanti a disposizione più Kilicsoy che reputo un trequartista e fare un certo tipo di partita non è banale». Il suo percorso: «Quanto mi sento cresciuto da luglio a oggi? Ho sempre vissuto alla giornata, per carattere amo l’adrenalina di queste sfide, amo il caos, mi rende vivo, se la situazione è movimentata mi animo, se c’è piattezza non mi piace e mi spengo. So che la nostra gente in certi momenti vorrebbe vedere qualcosa di diverso ma questo è un anno zero, abbiamo intavolato un progetto nuovo con idee nuove e tanti giovani, quindi il futuro comunque può essere importante al di là dei singoli, c’è un lavoro che può avere continuità al di là degli interpreti che ci saranno in campo e in panchina».

Un nome su tutti: «Idrissi, per quello che ha saputo dare. Ma complimenti a tutti». (e.p.)

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